Via Lepsius

pagine di Antonio Devicienti: concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Storia di jazz (dal “Cucchiaio nell’orecchio”)

mingus

Sono belli i verbi al passato remoto perché hanno un’eleganza inscalfibile.

L’aeroplano decollò, il Village Vanguard discese i propri gradini fino al palco, la mano di Charles Mingus si aprì libro di 10.000 pagine, l’aeroplano atterrò, un pithecanthropous erectus strinse il pugno della mano per dire «I’m free» – fuckallfascismspensòMingus.

*

(Un rinnovato grazie a Gaetano Altopiano)

Storia di jazz (cortocircuiti) 1

Storia di jazz (cortocircuiti) 2

Storia di jazz (cortocircuiti) 3

Storia di jazz (cortocircuiti) 4

Storia di jazz (cortocircuiti) 5

Storia di jazz (cortocircuiti) 6

Storia di jazz (cortocircuiti) 7

A scuola da mio padre (di Gianluca Virgilio)

inverno leuca

 

Nei pomeriggi d’inverno, quando alle quattro e mezzo è già buio, mi rodevo d’impazienza se mio padre mi tratteneva nel suo studio per farmi fare i compiti del giorno dopo, mentre io sapevo che col buio imminente non sarei più potuto uscire in strada per giocare a pallone coi miei amici. Dovevo star lì, accanto a lui, e ripetergli le coniugazioni dei verbi latini mentre il sole inesorabilmente calava dietro le tapparelle semiabbassate. Allora, io lo odiavo, lo odiavo d’un odio quale può concepire un ragazzetto di undici, dodici anni, feroce e sordo. Oh, se lui non ci fosse stato! Alle quattro e mezzo era già buio e avrei dovuto rinunciare ad incontrare i compagni. Per fortuna, egli riposava per un’ora dopo pranzo, tra le 14:00 e le 15:00, e almeno in quell’ora io ero libero di uscire per strada e tirare quattro calci al pallone. Ma come potevo sopportare che mi fosse tolta l’ultima ora di luce del giorno?  Leggi il seguito di questo post »

“Pencil’s lanscape 1-3” su OTOLITHS

Un ennesimo grazie a Mark Young che sul numero più recente di Otoliths (issue 68) ospita tre miei nuovi lavori visuali e asemici:

 

Pencil’s landscape 1 – 3

 

Le regioni asemiche di Giuseppe Calandriello (seconda parte)

          Propongo due altre opere di Giuseppe Calandriello:

 

 

Leggi il seguito di questo post »

Le regioni asemiche di Giuseppe Calandriello

          Ho l’onore e il piacere di proporre qui su Via Lepsius quattro lavori (ma lo farò con due “post” successivi l’uno all’altro di cui questo è il primo) di Giuseppe Calandriello* che ringrazio per la generosa disponibilità.

          Appartenendo essi a quell’interessantissimo àmbito che qui chiamerò genericamente asemic, osserverei come e i titoli e i lavori (sia grafici che segnici) posseggano un’intima correlazione tra di loro dal momento che l’opera visiva svincola (e libera) da ogni esigenza o anche istintiva spinta di e alla decifrabilità o “lettura” immediate e tuttavia i titoli restano capaci di suggerire una qualche interpretazione e, soprattutto, di liberare l’immaginazione la quale si ritrova come invitata e anche sollecitata a essere complice dello sguardo.  Leggi il seguito di questo post »