Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Amico mio…

 

 

… insopportabile quest’assenza …

(a Ch. T.)

 

 

 

Raramente

 

 

Raramente si leggono, in “rete”, interventi di questo livello intellettuale e stilistico, oltre che di coinvolgimento emotivo:

ULTRAJAZZ di Jonny Costantino sul Primo amore.

 

 

 

Ragionamento intorno allo stile

 

Christiane Löhr: “ohne Titel”, 2007.

 

Lo stile non è né vezzo né ornamento, non è esteriorità. Al contrario, lo stile è l’atto stesso di porgere il pensiero, umile invito a condividere un’idea, un’immagine, un itinerario traverso i paesaggi della scrittura. Lo stile disegna i paesaggi del testo, ne traccia i sentieri, ne accenna i silenzi. Lo stile non si mostra, ma è capace di farsi distintamente percepire; chi legge si accorge subito dell’eventuale mancanza dello stile – e abbandona a sé il testo. Lo stile ancora il testo allo sguardo che legge, sguardo e testo diventano tutt’uno, lo stile (ch’è forza di pensiero e ritmato respiro del testo) guida fino alla pagina finale con cadenze che hanno la stessa natura del battito cardiaco, del ciclo stagionale.

 

 

 

 

Via Lepsius

 

 

Via Lepsius non appartiene e non vuole appartenere a nessuna chiesa consacrata tra le consorterie poetiche italiane; Via Lepsius non mendica niente da nessuno, tanto meno da autori ed editori d’infimo livello, e ancor meno dai pretesi (o sedicenti) grandi autori ed editori; Via Lepsius rivendica con orgoglio la propria libertà, la propria volontà di irritare, innervosire, farsi detestare da chi, viceversa, aspira a essere pubblicato, riconosciuto, incensato, celebrato. Via Lepsius non vuole appartenere a un mondo d’ipocriti, arrivisti, narcisisti, ignorantissimi che si credono coltissimi, idioti che si credono intelligentissimi. Nulla ha da spartire Via Lepsius con questo valzer immorale, riflesso di un Paese fascista e violento, incolto e provinciale.

 

 

 

 

Ancora su W. G. Sebald

 

 

Continuando a riflettere sull’opera, per me irrinunciabile e determinante, di Sebald, propongo un mio intervento che ho da poco pubblicato sulla Dimora del Tempo sospeso.