Concatenazioni 2: SKY MIRRORS di Anish Kapoor

di Antonio Devicienti

sky mirror 1

a Fernanda Ferraresso, per ringraziarla

1. L’incominciamento qui sta nella mente: essa contempla il cielo, vogliosa di moltiplicarne lo splendore. Il riflettere dello specchio, il riflettere della mente.

L’acciaio viene colato e lavorato; diventa un grande specchio circolare.

Sul bordo di un lago o in una strada metropolitana lo specchio possiede l’angelica luminosità di un’annunciazione.

2. Negli affreschi pompeiani la sposa si guarda nello specchio apprestandosi ad andare incontro allo sposo (al dio?).

Una nobile Etrusca si contemplava nello specchio ove un mirabile artista aveva creato in punta di bulino gli Argonauti che apprestano la partenza o Calcante che esamina un fegato.

3. Un calcolo preciso, alata la scienza dei numeri e Kapoor conteggia diametro del cerchio, sua inclinazione, densità e quantità dei metalli a che l’acciaio possa e sappia essere superficie riflettente delle nuvole e dell’atmosfera. Splendida, irrinunciabile necessità che l’artista debba essere, anche oggi, amico delle nuvole, conoscitore delle rotte migratorie degli uccelli.

4. Ark Nova: teatro gonfiabile disegnato assieme ad Arata Isozaki, vitale forma della visione e del suono opposta alla devastazione dello tsunami. Accogliente ventricolo del respiro.

ark nova

5. Di Anish Kapoor: la sua arte, spiegano, tematizza forme e funzioni degli organi del corpo umano. Gli specchi riflettenti sono allora retina e pupilla, nervo ottico e luogo cerebrale della visione.

6. E i grandi maestri olandesi: Vermeer, Fabritius, che usavano specchi e camere oscure ed il Parmigianino, per primo: Autoritratto nello specchio convesso.

7. Ma non dimenticare: il Gange, sacro fiume, è specchio riflettente del cielo e di coloro che vi s’immergono, abluzioni di liberazione di purificazione di pace e di riconciliazione, preghiera alle nevi discioltesi acqua, all’acqua che lava e disseta, alla nuvola che rinnova ed irriga, allo scorrere, al cerchio del ritornare.

8. Lo specchio alle spalle dei coniugi Arnolfini, dilatazione dello spazio così come della percezione, scorgere il nascosto, vedere l’invisibile.

9. Nel giardino del Palazzo Venier-De’ Leoni a Venezia la grande stele di granito e due specchi convessi incastonati a riflettere le altane veneziane. Le pupille di Marco Polo (ce lo insegna Calvino) riflettono lungo tutta un’esistenza la città lagunare riconosciuta nelle finestre di Chang’ An, negli odori di Samarcanda, nelle botteghe di Bassora.

10. Venere che ti lasci contemplare solo di spalle, volto accennato nello specchio dalla cornice di mogano nerissimo, enigma dello sguardo, distanza tra percezione e conoscenza.

11. Gli specchi di Kapoor riflettono la bellezza di cui non ci accorgiamo più, raccolgono nel loro ventre convesso o squadernano nel loro dorso concavo lo scorrere della lucetempo.

12. Poesia di un’intuizione semplice e profonda: fabbricare un grande specchio ed orientarlo verso il cielo. Semplice a pensarci dopo che Kapoor l’ha fatto. Eccellenza di un’intuizione.

13. Perché penso a Baruch Spinoza, perché m’affascina quel suo silenzioso mestiere di levigatore di lenti? Perché il pensiero ha bisogno del lavoro delle mani, irrinunciabile e capace d’insegnare al pensiero stesso l’umiltà, la pazienza, il silenzio e la sua filiazione dalla terra. La lente rafforza la potenza della visione, filtra e potenzia la luce, come lo specchio s’aggiunge agli organi del vedere, anche se mai riusciamo ad annullare (o almeno ridurre) la radicale alterità tra noi e gli oggetti.

sky mirror 2

14. In questi giorni leggo Giovanna Bemporad: A una stella marina:

Lungo l’arco sinuoso delle rive

l’esatta simmetria di una galassia

caduta qui dai ricchi firmamenti

tiene ancora le braccia orientate

verso invisibili ancore del cielo.