Sonetti dei destini 1

di Antonio Devicienti

Fabbrichiamo il nostro destino giorno per giorno, mente e mani immersi nel nostro proprio tempo.

Guardiamo talvolta a destini già compiuti, in apparenza, ma che generosi si schiudono nuovamente per noi e con noi colloquiano. (Si parlerà molto di poeti qui da Via Lepsius e di artisti, costellazioni per il nostro tempo umiliato ed umiliante).

Dhatu, 2010, Gagosian Gallery

James Turrell: Dhatu, 2010, Gagosian Gallery

(Per Heinrich von Kleist)

La scrittura nei giorni si dispiega,

s’ammùtinano o s’addensano i versi:

ali pentesilea non ha e annega

nel braciere annega degli universi.

 

Hanno posto l’assedio a Königsberg

ché dal Baltico, spinta non clemente

la scrittura, accampàti nella mente

tutti, tutti: guiscardo con von homburg,

 

kohlhaas ed alcmena nel risplendere

di luce nera e di kantiani soli:

reclamano esistenza per contendere

 

al mutismo dei giorni senza voli

la pienezza di stadi dell’intendere.

Casto achille, helleborus hyemalis.