Sonetti dei destini 4

di Antonio Devicienti

la lampe

Particolare da Georges de la Tour, Madeleine à la veilleuse, Musée du Louvre.

In un tempo d’ossessiva volontà d’essere presenti, d’avere nome e volto, qualcuno, in rivolta morale contro una finanza predatoria e violenta, sceglie invece d’allontanarsi, silenzio sopra silenzio: per Federico Caffé 

(e leggendo L’ULTIMA LEZIONE. LA SOLITUDINE DI FEDERICO CAFFÉ SCOMPARSO E MAI PIÙ RITROVATO di Ermanno Rea).

         Assenza, lontananza, sottrazione

di sé, simile a un’evaporazione,

resto d’invisibile nel visibile,

accorato dileguarsi inudibile

         ma vibrante ritrarsi con azione

di muto congedo, macerazione

diuturna e civica d’animo nobile

fino alla decisione inamovibile.

         L’attende ancora il monacale studio

dentro il tempo assolato alla Sapienza,

nell’appassionato fare della scienza:

        arde la diligenza dello studio

negli allievi migliori per coscienza

civile e etica, per cercata sapienza.