La Scala riapre appena dopo la guerra

di Antonio Devicienti

I versi che seguono sono nati negli ultimi mesi, ma è in particolare nella giornata di oggi che sento l’urgenza di pubblicarli guardando al mio Paese, leggendo di spari di pistola nello stadio, di agenti di polizia che applaudono i colleghi responsabili della morte di un ragazzo.

 

Il pubblico adesso entra in sala silenzioso.

Stupito rivede i legni, i velluti, le lampade.

 

Ricorda ognuno il cratere ch’è stato

il Teatro.

 

Tra poco il Maestro…

 

Hanno l’odore dei sopravvissuti le persone

che si portano addosso il loro vestito migliore

e l’orecchio penetrato dall’allarme aereo.

 

Tra poco il Maestro…

 

Menti intente, dentro e attorno al Teatro,

occhi negli occhi

anche se sconosciuti,

i primi accenni di sorriso

dopo il lungo dolore.

 

Tra poco il Maestro…