Sonetti dei destini 7

di Antonio Devicienti

 

Roma, stratificata città, spasmi di vita, spasmi di sole: per John Keats.

 

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Louis Kahn: veduta di San Pietro (1928-’29), acquerello.

 

 

Questo tramonto senza fine forse
e trasvoli lunghissimi di rosso
se morire è succedersi di corse
disperanti fino alla poesia-osso.

Acqua, acqua alla fronte febbricitante
caro amico e finestra spalancata
sopra i suoni di Roma musicante
città per guarigione sospirata.

Ma vortica la luce per chi muore
senza poter sentire più l’odore
di salvia che lungo la scalinata

verso l’alto s’inabissa svelata
vertigine inzuppata nel sudore
scrittura, melanconico tremore.