P. P. P.

di Antonio Devicienti

giotto

 

 

Quell’inseguire il pallone sulla polvere
dello sterrato assieme ad adolescenti di borgata
tra infanzia e maturità

quel disegnarsi della polvere in forma
di magamedea oscura
barbara incantatrice
sulla soglia dell’Occidente

quell’incanto di rosse sabbie ad inseguire
l’Oriente del sogno del canto
e dell’alterità

quel ritornare all’Italia sabbioso smottare
tra passato e presente
tra campagna e città
tra Salò e la libertà

quel ricordo lancinante amore
di rossi fazzoletti al collo dei partigiani
e la poesia velata lampada nei bivacchi
lungo nuova incerta sfuggente insidiosa linea gotica

in ultimo il suo corpo
dove sanguina la polvere e il petrolio
ferita aperta nella lingua e nei libri
periferia di sterrati e poi-