Seconda canzone per Atene (e per la Grecia)

di Antonio Devicienti

Questa canzone è dedicata alla generosità di tutti i sognatori e gli idealisti;

questa canzone è dedicata a Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, vilmente insultate e generosissime sognatrici.

 

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Il monastero di Osios Loukàs in Beozia.

 

Le iconostasi delle tue chiese,
Atene della mia nostalgia,
s’accendono di rosso
e il greco sta sulle labbra
dei santi e delle sante
aroma nella casa del rimanere.
 
Ma tu sei anche casa dell’andare,
Atene della mia nostalgia,
abiti una lingua tutta
finestre e balconi
sedie in strada
e candele di sale
impregnate di mare
 
dentro di esse scendono e risalgono
lune dagli occhi bizantini
e dalle mani di corda
a stringere le disperazioni della storia,
 
Atene della mia nostalgia,
Atene vivente di ragazzi e di ragazze
fiori di nuova primavera nelle strade.
 
E siete Salonicco della mia nostalgia
e Patrasso della mia nostalgia
e Corinto della mia nostalgia
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