Sonetti dei destini 10

di Antonio Devicienti

 
notti_bianche_san_pietroburgo

 

Torno spesso a meditare su di un libro bellissimo e ricco, Essere e abitare di Tiziano Salari; amo, tra i molti capitoli-dialoghi che mi suggestionano e appassionano, quello dedicato al mito di San Pietroburgo; nasce da qui questo Sonetto dei destini, dedicato a tutti quei poeti e scrittori che a San Pietroburgo hanno vissuto. Ed anche, spesso, atrocemente sofferto.

 

La monacale stanza, la finestra
sulla Neva, sguardo a Settentrione,
gabbiani volitanti in incursione
sul fiume come lanci di balestra.

I passi del poeta non misurano
sete di spazio né fame di luce
come credono i più, ma si conduce
la mente a geometrie che l’alimentano.

Il cielo si riflette nella mente
la mente si riflette dentro il cielo
su doppio specchio le vede e le sente

(è Baltico lo sguardo meditante)
le notti bianche come navi in volo
e la città di Pietro guglia vertiginosa

maravigliante.