Maria Reiche (passo dopo passo)

di Antonio Devicienti

 

Maria Reiche Bruce Chatwin

Maria Reiche fotografata da Bruce Chatwin.

 

1.
Ritta in piedi su di una scala        e il deserto intorno e più oltre di quanto lo sguardo giunga.
Abbiamo quest’ammirazione per la sapienza di generazioni a noi anteriori.
Incontrassimo uno di quegli antenati        ricoperto di piume, la pelle tatuata di scrittura,         gl’invidieremmo lo sguardo colmo di stelle        che noi non abbiamo conosciuto         che ci soggiogano nella loro triangolazione coi sassi sparsi sul deserto e col vento.
È come ricomporre il disegno smarrito di sé,        è l’ordine paziente delle ipotesi da mettere in fila, l’una dopo l’altra,
poi verificarle, l’una dopo l’altra.
Che cos’abbiamo in effetti?        Una baracca con un rozzo tavolo dove comporre schizzi e stendere appunti,        una scala che s’apra a libro, in cima alla quale decifrare le linee delle nostre ascendenze.

2.
E ancora percorrere a piedi il deserto        gettàti via gli ultimi cascami dell’orgoglio colonialista
lasciare che il sole e il vento scrivano solchi sul viso che invecchia.
Forse la saggezza è un miraggio che perdura tutta la vita
o forse la silenziosa abnegazione dei giorni        (frugali pasti, rustici sandali, salsa acqua di pozzo e dimenticare se stessi, finalmente).
Levarsi del sole        (felicità d’un giorno nuovo e di studio che comincia)        pazienza d’ore camminate

passo dopo passo.