Un saluto per Yves Bergeret

di Antonio Devicienti

 

Baptistère Saint-Jean

 

In questi giorni Yves Bergeret è impegnato con il più recente dei suoi progetti: un emozionante dialogo tra la sua parola scritta (che sempre è, per lui, inscindibile dalla parola orale), i suoi segni grafici e figurativi e lo spazio; lo spazio è, stavolta, quello arcaico e modernissimo del Battistero di San Giovanni a Poitiers.

Da questo spazio-e-volontà-di-parola che è Via Lepsius rivolgo a Yves un caloroso augurio di buon viaggio e buon lavoro, che si compia anche questa volta traverso di lui e grazie a lui un atto d’arte e d’umanità, d’umanità e d’arte contemporaneamente.

In una sua recentissima corrispondenza Yves mi ha fatto giungere le seguenti parole di René Char: “Obéissez à vos porcs qui existent; je me soumets à mes dieux qui n’existent pas”, riferendosi anche al suo atteggiamento di uomo libero e di artista che talvolta è costretto a scontrarsi con resistenze meschine e miopi, ma che, con un senso totale della propria indipendenza, crede nei propri progetti e nell’etica della bellezza.

De mon côté, cher Yves, je vous souhaite que se réalisent vos désirs les plus purs et les plus hauts et moi aussi je vous salue en vous adressant d’autres mots de René Char que j’aime d’une façon très particulière: “Dans nos ténèbres, il n’y a pas une place pour la Beauté. Toute la place est pour la Beauté”.

 

poitiers

 

Carnet de la langue-espace

Yves Bergeret sulla Dimora del Tempo sospeso