Quattro pezzi milanesi

di Antonio Devicienti

 

gabriele_basilico

Gabriele Basilico: dalla serie “Ritratti di fabbriche 1978-1980”.

 

Tra Lampugnano e Duomo accumulo materiale su un’umanità estranea a sé stessa e separata dagli oggetti. Neon bocchettoni per l’aria condizionata corrimano piastrelle ai muri. Scaveranno altre gallerie i martelli pneumatici per direzioni del muoversi che non prevedono il viaggio, ma lo spostarsi. Siluette computerizzate abitano spazi come acquari oblunghi, i corpi attraversano regioni mescolate d’illusione e di pubblicità commerciale, i corpi tacciono le proprie identità, talvolta le ignorano, le persero da gran tempo già sulla soglia dell’allontanarsi.

 

Toccare lo schermo || poi tra Cordusio e Duomo || digitare messaggi || poi tra Cordusio e Duomo || i venuti da altrove ignorano il perché dei nomi – Garibaldi Moscova Turati – || poi tra Cordusio e Duomo || non so separare questa scrittura dall’emotività di stare tra i corpi spostati nei vagoni M1 M2 M3 || poi tra Cordusio e Duomo || questa scrittura è distanza necessaria per sfuggire al mercimonio di corpi avviati al lavoro || poi tra Cordusio e Duomo || questa scrittura è illusa di sé stessa || essa vede l’inscalfibilità delle cose.

 

Questo vivere opaco questi sguardi senza accensioni di fantasia di desiderio queste persone sedute in una sala d’attesa una stazione uno studio medico non importa queste rare parole scambiate dure e banali commenti a fatti di cronaca o di politica ovvi e opachi spesso rabbiosi quest’assenza di libri tra le mani leggere durante un’attesa o parlarsi gli uni agli altri sarebbe vivere ma qui si sopravvive in attesa di pagare un abbonamento una bolletta una prenotazione qui s’affonda nell’assenza di pensiero.

 

Si riverberi in questo testo la malinconia d’una sedia notturna allucinata dal neon nello stanzone della lavanderia a gettoni. La nuca indolenzita dei parenti che aspettano tutta notte sulle sedie di plastica al pronto soccorso. Le ginocchia dei senzatetto rannicchiati nei cartoni sotto le pensiline a Lampugnano.