di Antonio Devicienti

Meditavo un articolo sulle più recenti stragi in Iraq e in Pakistan; mi soccorre Giampaolo De Pietro in uno degli spazi per me più stimolanti, umani e intelligenti presenti nella “rete”, il suo ” Inni in vani”.

inni in vani

uno dei consigli che darei, è di spegnere la televisione. ci sono dei nomi arabi, che sarebbero anche bellissimi al suono, nomi di uomini, uomini che provocano disastri, che i telegiornali, ripetendoli e ripetendoli, rendono quasi ossessivi.

sarebbe bello sentire quei nomi di persona, di persone – magari incontrarli per la strada – in un mondo diverso, con una diversa politica – e diverse pronunce per i nomi, i cognomi, le stragi che vengono considerate meno eclatanti, come quella di ieri in Pakistan. non è polemica, quella che sento o credo di poter fare, figurarsi.

potrebbe suggerire una qualche televisione, talvolta, di spegnere la televisione?

ancora: chi divide il mondo in due?

sarebbe una rivoluzione invertire le cose – addolcire i nomi, come potessero essere davvero destini, meglio pronunciati – andare verso quei nomi, le storie dei popoli, i loro aspetti migliori

imparare a viaggiare, ad esempio – non considerare…

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