Concatenazioni 11: nell’imminenza del 25 aprile

di Antonio Devicienti

 

 

1. Etica della scrittura: accettare e cercare l’urto con la storia. Se ora e sempre è Resistenza, inverarlo nella scrittura.

2. Ho eletto il 25 aprile 1945 come mia vera data di nascita. Nato due decenni dopo e in altro mese, sia il 25 aprile 1945 la mia data di nascita alla storia: voglio vivere in un Paese che s’abbia questo giorno quale pensosa venuta alla luce della sua libertà.

3. E ogni giorno s’aggiri il pensiero tra le strade di Milano appena liberata; i partigiani sorridenti nella città non più plumbea.

4. Viene da terre in guerra la disperazione di dita che tentano aggrapparsi alla sfuggente zattera d’Europa – muri sorgono a chiuderci in questa fortezza del nostro tecnologico medioevo.

5. Aprile/aprire – codice di primavera. Una voce che giunga dalla radio, il Comitato di Liberazione Nazionale a proclamare, su onde invisibili che traversano l’aria di nuovo trasparente, che la storia è nelle nostre mani e che menti libere sapranno accogliere e restituire l’abbraccio di menti libere.

 

 

6. La storia tritura e divora. Ma qualcuno si porta, nascosta nella giacca sdrucita e nello zaino riempito di poche cose, la scrittura non rassegnata e una manciata di versi nella mente.

7. Gent punciva che la se smangia ‘doss,
che la ravíscia aj pé, cume quj trémul
che, ‘rent al giüss, se svíccen vers el ciar
e sott la rüsca passa la furmiga
che l’è terrur e rabbia e sbalurdur

Gente che sembra pensare a testa bassa e si rode dentro,
che mette radici ai piedi, come quei tremoli
che, addosso al letame, si diramano verso il chiarore del cielo
e sotto la corteccia passa la formica
che è terrore e rabbia e sbalordimento (Franco Loi, da Stròlegh, versi dedicati ai martiri di Piazzale Loreto).

 

liberazione_di_milano

 

8. I CAVALLI SPROFONDAVANO NELLA SABBIA (verso di Franco Fortini da “Gli anni della violenza” in Paesaggio con serpente)

A questo varco del fiume ripetiamo l’impresa
anche se ancora di nuovo il terreno smotta, cede, è insidioso

ma a questo varco del fiume tentiamo il passaggio

e non siamo soli e non ci rassegniamo
se pure i cavalli ansimano, stanchi

a questo varco del fiume ci aspetta chi prima di noi
tentò l’attraversamento

e se i cavalli sprofondavano nella sabbia
nostri saranno, adesso, il coraggio e la consapevolezza

e la volontà ferma di mutare lo stato delle cose
nostra sarà la realistica utopia

del pensare, del fare.

9. Che cos’hai da dirmi tu che mi vieni incontro mentre entro in Piazza Fontana? Taci e mi guardi senz’abbassare un momento lo sguardo.
Ho capito.

10. Aprile/aprire, codice di primavera e scrittura a non imbozzolarsi in sé stessa, né a rinchiudersi contemplandosi.