Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Mese: agosto, 2016

Leggende (1)

 

 

OriaPiazzetta

Oria, dove a partire dall’VIII secolo fiorì una comunità ebraica che seppe esprimere personalità eccelse per cultura e spirito d’accoglienza.

 

 

Di Rabbi Shelomoh che passò la lunga sua vecchiaia
coi piedi sepolti nella terra
siccitosa
d’un antichissimo oliveto.

Radici scaturirono dai suoi piedi.
Raggiunsero la sepolta vena d’acqua,
s’intrecciarono a radici d’altri olivi,
a pietre sepolte che pronunciavano la lettera aleph
e forse possedevano i segreti dell’Inizio.

Uccelli felici si posavano nella barba
e nelle chiome di Rabbi Shelomoh,
piogge di molti inverni incrostarono
di calcari in fantastiche forme
il viso dell’uomopianta.

Sua moglie, che scendeva ogni giorno
fino all’oliveto per nutrirlo con miele
e per recargli notizie dalla comunità,
gli leggeva le pubblicazioni più recenti
della filosofia,
della medicina,
dell’astronomia.

Gli uccelli gli suggevano il miele dalle labbra,
i bambini venivano a giocargli intorno,
ne ascoltavano le fiabe che felice narrava.

 

 

Carena: il poema della parola che accoglie

Grazie, Francesco. E con la speranza che la scrittura possa e sappia essere presenza di civiltà e di pace.

La dimora del tempo sospeso

Peinture de Soumaila Goco Tamboura

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3.36 24.08.’16

 

 

 

Che cos’è una casa? Un labirinto di stanze col tetto a volta, balconi in una città di tenerissima pietra. La luna concava della lingua italiana.

Casa è lo sguardo della mente traverso persiane accostate contro la Canicola e studio instancato e la vita che aggiunge le stanze dei giorni.

Casa non passa, ma s’addensa nella mente e nelle mani (mani che riparano una lampada, che sollecite rincalzano l’intonaco, mente che sfoglia finestre come pagine, che dice “qui” e anche “più in là” e “altrove”).

Casa è uno scaffale della libreria dove sono gli atlanti geografici.

 

 

 

 

Au revoir ami, poème d’Ali Traoré

Per chi è convinto che i migranti vadano ricacciati in mare; per chi è convinto che i migranti approdino in Italia per farsi mantenere; per chi è convinto che i migranti ci rubano il pane e il lavoro; per chi è convinto che le ragioni della pancia vengano prima di quelle della poesia; per chi è convinto che i migranti siano animali ignoranti; per chi fa finta di non sapere che la schiavitù viene esercitata anche in Italia; e chiamateci pure poeti (usando quel vostro abituale mezzo sorrisino di scherno) e diteci pure che siamo illusi e che non sappiamo vedere la realtà.

Carnet de la langue-espace

10 Presentazione ilbro di Yves 029 (1)

Poème écrit le 22 août 2016 à Aidone, cœur de la Sicile, pour le départ de Séni Diallo

Ali Traoré et Séni Diallo sont arrivés en Sicile par une embarcation de passeurs libyens il y a deux ans. Une association d’accueil les héberge à Aidone, comme plus d’une centaine d’autres, dans le centre de l’île, et a préparé avec eux leurs dossiers de demande d’asile. Elle les emploie finalement tous les deux comme médiateurs, ils parlent chacun sept à huit langues. L’association laisse des « familles » locales particulièrement ambiguës profiter de tous ces migrants, jeunes et volontaires. Ali et Séni sont très clairs et fermes dans leurs analyses. L’association qui est loin d’empêcher une surexploitation des migrants vient de séparer Ali et Séni devenus quasiment frères depuis leur traversée héroïque du Sahara et de la mer. A Aidone ils dormaient, et à six, dans la même chambre. Séni est « muté » à une…

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Lo spirito del mare, un cortometraggio di Christian Tito

 

Via Lepsius torna a ospitare un cortometraggio-poesia di Christian Tito e Nicola Sisci; ci sono momenti davvero tristi, come il presente, in cui uomini politici dotati evidentemente d’istinto criminale invocano “una pulizia” delle città, ignorando (o facendo finta d’ignorare) la responsabilità che comporta l’uso della parola in pubblico e che un certo modo d’esprimersi innesca la violenza e l’intolleranza; avverto che un forte desiderio di fascismo sta riattraversando il mio Paese e a tale desiderio mi ribello; il mio caro amico Christian, poeta, scrittore, musicista e cineasta, propone qui pochi minuti d’immagini e suoni: sono quegli intervalli di tempo in cui la mente cerca requie e concentra sé stessa per capire e riprendere, più lucida, a guardare la realtà e in tale realtà intervenire. Credo sia questa una delle direzioni in cui debba muoversi l’arte e ricordo che Christian è anche l’autore di un’altra straordinaria opera, I lavoratori vanno ascoltati, dedicata ai lavoratori dell’Ilva di Taranto e alle loro famiglie: pochi giorni fa polizia e manifestanti si sono fronteggiati a Taranto, perché le vittime dell’Ilva continuano a non trovare né ascolto né giustizia, ma l’appartenere alla stessa comunità umana, il riconoscersi negli occhi di un’altra persona hanno fatto sì che un poliziotto e una manifestante si abbracciassero, che entrambi si riconoscessero fratelli perché entrambi sanno che cosa significa ammalarsi di cancro a causa della fabbrica maledetta. E in giorni bui, nei quali si continua un processo avviato da molto tempo che sta portando all’erosione sempre più ampia dei diritti delle persone, noi, dai nostri eleganti e sofisticati blog di poesia e d’arte, continuiamo a discettare di poesia e d’arte – e invece pubblico un video come questo di Christian (e dopo gli altri già pubblicati) chiedendo a chiunque passi di qui e si soffermi a guardare e a leggere di non dimenticare quanto sta accadendo attorno a noi: dimenticare o rimuovere o esercitare indifferenza è un atto di complicità e in tal senso l’arte sarebbe un atto osceno.