Notturno del Brunelleschi (tema “edificare” e “umano”)

di Antonio Devicienti

 

notturno_del_brunelleschi

 

 

Viandanti notturni sono i numeri,
gli archi tracciati dal compasso
divaricato fra la mente e la mano.

L’opera grande, lo slancio del Fiore,
non si fa per orgoglio, ma per devozione.

L’opera ardua, la curvatura dei mattoni,
non si fa per vanto, ma per umile ascesa.

Hoc opus babyloniense non, sed ex humo
per gradus ad contemplationem orbis.

Calcolare e disegnare fanno uno
col respirare e, in sospensione di respiro,
ascoltare.

Edificare non è pur solo saper vedere.
C’è musica nel numero, nella frazione
di circonferenza, nella retta tangente.

C’è musica nella notte dei disegni
e un silenzio che per scale armoniche
si dilata attorno.

Nel tempo concesso e tra le stilettate
immancabili del dolore l’ordine dei mattoni,
che lento ascende, risplenderà
a svellere

il cupo rancore
di chi soltanto bruca libri contabili
e numeri di cambiavalute.