Un estratto dal libro di Fabio Strinati “Dal proprio nido alla vita”

di Antonio Devicienti

 

 

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Dalla Prefazione di Gordiano Lupi

“Quando ho letto il manoscritto di Fabio mi sono detto che era valsa la pena aver scritto Miracolo a Piombino solo per aver ispirato un’opera in versi così profonda. Per me è un grande onore aver coinvolto un’intelligenza così attenta nella lettura di un romanzo a tema adolescenza, giovinezza, difficoltà di vivere e di spiccare il volo verso l’ignoto. Miracolo a Piombino è piaciuto persino a Pupi Avati – ho messo la sua lettera in quarta di copertina – e non è cosa da poco, ché di queste piccolezze viviamo noi autori underground, non certo di copie vendute.”

 

ll freddo miete le sue vittime cercandole sempre tra le più deboli.
Io ero un’anima debole, un nido di paglia e di cereali.
La paura del vento, degli urli tra i rami spogli
degli alberi spettrali, e le sentinelle della montagna…
le minacce della vita nei giorni freddi dell’inverno,
che alimentavano in me, un’angoscia devastante,
proprio come le mosche, insonnolite
prima di quel lungo viaggio che forse, staccherà il biglietto
per quei paesaggi miti, o per quei paesaggi, dove i moribondi
siamo sempre noi, anime vaganti per i sentieri infiniti!

 

La morte è un termine orrendo. Orrenda è la morte,
che all’improvviso arriva, con aria buffa
di chi si prende gioco della vita, di chi la disprezza;
la morte è più vera di un inganno deciso a tavolino,
di questi uomini vestiti di nero, di cui nulla sappiamo
ma che con certezza, come la morte arriva,
che della vita se ne fa beffa!

 

Il vento è un suono così sottile, così
invisibile, che sa essere custode
e padre al tempo stesso:
il vento è quel treno di ferro
che ti accoglie nel suo viaggio,
facendo scendere ad uno ad uno,
i fantasmi che ti porti dietro!
Nel vento possiamo volare,
leggiadri come piume,
sereni come il cielo
oltre quella linea longitudinale…
oltre un mare lontano,
saggia è la vecchiaia,
matura la tua rondine madre!