Del mondo, della lingua

di Antonio Devicienti

 

Thomas Ruff: “m. d. p. n. 33”

 

entrava nella lingua
tentando di dire il mondo da lì:
gli ripugnava subirlo –
galleggiarvi dentro per improvvisi
inconsapevoli spasmi –
per immeditati gorghi di percezioni.

distanziare il mondo da sé
e dirlo
continuamente riorganizzando
il paesaggio della lingua
la quale non fa presa sul mondo

ma ne sta
contemporaneamente
dentro e fuori.