(Segnalibri) “Distratte le mani” di Daniela Pericone

di Antonio Devicienti

 

Fermo immagine da “Caravaggio” di Derek Jarman: Tilda Swinton è Maddalena.

 

 

Vede la luce, per le edizioni Coup d’idée di Enrica Dorna, Distratte le mani di Daniela Pericone; libro minuziosamente preparato, esso propone una scrittura dalla sintassi vigorosa e dal lessico da un lato inventivo, dall’altro capace di confermare e celebrare la bellezza sublime della lingua italiana; non esistono sbavature o derive sentimentalistiche in questo libro, siamo innanzi a una poesia di pensiero, nella quale gli abissi vertiginosi del dolore e della gioia, dello slancio amoroso e della delusione affettiva, del rapporto col mondo e con sé stessi vengono guardati con fermezza e detti con una sprezzatura ormai rara, sprezzatura ch’è del ritmo e della parola – e anche nel ritmo e nella parola – dell’intelletto e dell’etica – e anche nell’intelletto e nell’etica.
Silenziosa e discretissima, Daniela continua a comporre libri nei quali la poesia è un atto di serietà e di assunzione di responsabilità nei confronti del mondo, perché forse la poesia non ha peso nelle cose della politica e della società e della finanza, perché forse i poeti sono degli stupidi illusi e dei fanciulli ingenuissimi, ma forse la poesia sa essere, contrariamente alla politica dei tantissimi politicanti e alla finanza ovunque predatoria, un atto (necessario) di umanità.