Poesie per la luna scalza

di Antonio Devicienti

 

 

 

 

(al poeta e amico in viaggio)

Chi transita scalzo innanzi alla soglia
della casa
ha mente di creatura della terra
ed è benvenuto.
Come un pio musulmano s’inginocchia
sul cammino radiante del mattino,
poi lava le mani con la polvere del suolo.

 

Chi ha incrociato Don Quixote
in un mattino di brezza marina
a Barcellona
conserva nelle tasche della giacca
pezzi di sole, parti d’un meccano
da combinare e ricombinare
secondo il giuoco serissimo dell’andanza.

 

Sacro il silenzio della controra.

Controra è Repubblica
dove il meravigliarsi ha cittadinanza
e i libri, compulsati uno a uno,
splendono di solitudine.

 

L’impronta dei piedini di bambino
resta a tagliare il mare,
anche molto dopo l’annegamento.

L’impronta della mano calcinata di bambino
resta a premere l’asfalto,
anche molto dopo l’esplosione della bomba.