Au Café Andarta

di Antonio Devicienti

 

 

Al Caffè ANDARTA si va per una birra ambrata
e parole d’amicizia

al Caffè ANDARTA le pietre antiche dei muri
e i legni viventi dei tavoli, dei pavimenti
hanno mari che generano montagne
e montagne spalancate di scrittura

e libri alle pareti che sussurrano parole
mentre il poeta ritaglia e incolla e scrive
scrive dipinge ritaglia e incolla

al Caffè ANDARTA viene a sedersi Bulgakov
e Margherita è con lui

su di un tovagliolo di carta
scrive con la stilografica quella lettera bellissima che
sembra una farfalla – Ж

e il tovagliolo si libra in volo sul
pianoforte del Caffè ANDARTA
dove Elitis suona Bach a memoria (par cœur)

poi il tovagliolofarfalla diventa
una carta stradale della Francia,
i sentieri della Drôme e del maquis,
un libro donato, un manoscritto di Char,
un colpo di pollice nella creta fresca,
la lampada sospesa sul tavolo al Caffè ANDARTA,
la macchina fotografica di Josef Sudek
e il suo braccio mancante-atto di poesia,
gli occhiali da sole di Pasolini,
una moschea di sabbia del Mali,
una copia di Lémistè

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(для Валентины и Yves)