Cosmè

di Antonio Devicienti

 

 

 

“Celerò onirici segni matematiche evidenze
ospiterò spazi marini e metamorfosi
segnerò mattinali erosioni crepuscolari sabbie
modulerò erosi colori ospitali orienti
evidenze matematiche segni onirici celati”

 

 

 

 

sul tavolaccio pregno d’indurite
vernici dentro tormentati bacili
nell’officina
mescola dopo mescola
invocato benedetto gemuto temuto maledetto
azzurro
da distendere sopra legno
che s’inventri in bellezza
che s’attorca a resistere e consistere

 

 

 

 

si entra
nel libro
seguendo il volo
degli uccelli di passo

–  anatre dal collo variopinto calliopi folaghe quaglie  –

si cammina
su di una
lingua
di
sabbia
tra il buio ed il silenzio

 

 

(per Lucetta, dolcissima amica)