Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Mese: ottobre, 2017

Per Gianmario Lucini

 

 

Via Lepsius dedica questa giornata domenicale al ricordo di Gianmario Lucini.

 

 

Via Lepsius è antifascista

 

 

Antifascismo in marcia

 

 

(Segnalibri): “Tratteggi” di Marco Furia

 

 

Esce in questo mese di ottobre, presso Anterem Edizioni / Cierre Grafica, Tratteggi di Marco Furia; la raffinatissima scrittura di Marco, qui offerta al lettore sotto il segno di Italo Calvino (“In questa predilezione per le forme brevi non faccio che seguire la vera vocazione della letteratura italiana” recita l’exergo), fa vibrare e riverberare la bellezza della lingua italiana, la sua sintassi e la sua capacità inventiva e inoltre la sinuosità, l’eleganza, il giuoco di equilibri e di rimandi con cui è possibile disporre le parole entro testi brevi, appunto, ma densi e intensi indica una possibilità per la mente di contrastare la volgarità montante e d’opporsi alle ripetute offese cui la nostra lingua è continuamente sottoposta.

Tornerò presto a scrivere di questo libro, pregevole anche per la sua veste tipografica e impreziosito dalle immagini dell’artista Minya Mike.

(La fotografia d’apertura è di Michael Kenna).

 

 

La lingua italiana è destino

 

 

 

(per Marco Albertazzi, filologo ed editore)

Questa lingua italiana che ho ricevuto in dono e che è un destino, così sonora e greca, sapiente per sfumature di suono e di senso, traversata nel profondo da scabra, salda eleganza appenninica, da distesa fluvialità padana, da bella chiarezza nel mentre s’appressa ai confini, poi da dilatazione d’orizzonte marino.
Questa lingua italiana che i migranti portarono con sé, identità e nostalgia, in molti altrove, questa stessa lingua dentro cui giungono nuovi migranti ad abitare, lei così ospitale e civile d’umanità, di senso.
Questa lingua italiana, cadenzata in accenti che sanno dire una geografia, una tradizione, più geografie, più tradizioni. E nobiltà del sentire.

 

… qui resplende e luce onne natura
che a chi intende fa la mente lieta …
Cecco d’Ascoli, dall’ Acerba

 

 

(Segnalibri): Carnet de la Langue-Espace d’Yves Bergeret

 

Ugo Mulas: “Alberto Giacometti nella sua sala alla XXXI Biennale d’Arte di Venezia”, 1962.

 

Nel segnalare il Carnet de la Langue-Espace di Yves Bergeret, vero grande opus in fieri che con la sua sola presenza nell’universo caotico e spesso egotico della “rete” fa riacquistare fiducia in proposte (pochissime, in verità) serie e meditate, mi piace rimandare il lettore non superficiale all’articolo più recente: “René Char en Chine“.