Pensieri del Conte Monaldo Leopardi

di Antonio Devicienti

 

Mario Giacomelli: “A Silvia”.

 

 

“Tutto l’orgoglio, l’entusiasmo, il colorato riso
di felicità capivano nella mia biblioteca: non m’intristisce
che mi credano gretto codino, ma
che sospettino in me invidia per Giacomo:
ho servito la Chiesa con convinzione e fermezza,
ai miei figli dischiuso i labirinti infiniti
della biblioteca: l’errore fu, invece, voler
fare di lui un altro me.
Non l’ho capito, l’ho amato quel figlio:
e sia quest’amore riscatto
dei miei orgogli d’erudito,
la sua morte abissale assenza
a vegliarmi la solitudine”.