Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Mese: marzo, 2018

10 Testi: 10

 

 

 

Spavento del libro:
spavento è batticuore e possessione
ché solo un esistere è dato
da vivere fino alle faglie irrequiete del dire.
Chi a lenti lentissimi passi
traversa il campo innevato
vi scopre le tracce della volpe
sapendo in ogni cristallo di neve
la geometrica concettualizzazione
del costruire pensiero dopo pensiero –
costui s’avvolge d’un soprabito di poverissima
fattura, eclissi di sé stesso.
Ed emerga infine il nome taciuto e alluso
dissimulato e velato. Herisau.

 

 

Una strada verso casa

 

Pagine manoscritte da Timbuctù.

 

(Questo testo è dedicato a tutte le ONG  che, operanti nel Mediterraneo, sono state criminalizzate e, in questi giorni, usate per istituire, come giustamente osserva Roberto Saviano, il “reato di solidarietà”)  

Che cos’è una casa?

Lo spazio dello sguardo condiviso, l’esigenza politica che qui si faccia comunità di pensieri e d’intenti, un battello ormai inservibile e che non si può tornare indietro e che bisogna accendere un fuoco, cuocervi il pane, vegliare l’operosità dei giorni.

Casa è
l’acqua da condividere, la soglia d’alberi benigni, ancora andare, perché casa è nello sguardo comune,

casa vorrebbe meditante solitudine, ma anche il chiamarsi delle voci dalla veranda e dalle rotte erratiche della biblioteca.

E andando, sempre andando si fa casa, così come si fa giorno per rotazione naturale del continente attorno al suo perno di luce e l’esigenza culturale di stare insieme, usare parole, aprire lo sguardo, gli sguardi.

 

 

Zoran Music alla Galerie Bordas di Venezia

 

 

Domenico Brancale mi scrive che alla Galerie Bordas di Venezia il 23 marzo si aprirà un’esposizione di opere su carta di Zoran Music; ne trovo l’annuncio anche sul blog  Il Primo Amore.

Molto volentieri da qui, da Via Lepsius, mi associo a quello che spero possa diventare un passaparola efficace affinché molte persone visitino la mostra e, mi preme in modo particolare sottolineare, occasione per tornare a riflettere sull’opera e sull’esistenza di un artista che, in questi anni di razzismo, fascismo e antisemitismo fortemente riemergenti, continua a testimoniare la necessità della memoria e della consapevolezza storica; l’intera opera di Music è sia testimonianza dello sterminio, sia poeticissima riaffermazione di amore alla vita, ai luoghi, alla fantasia, all’arte tout-court  che, ancora, può far rimanere gli uomini umani e impedir loro ch’essi ripiombino in epoche feroci di bestialità e intolleranza.

 

 

Le due opere che illustrano quest’articolo provengono dal sito della Galerie Bordas.

 

 

10 testi: 9

 

Elio Ciol: “Ombre sulla neve” – Casarsa del Friuli, 1953

 

Se la neve non avesse questo suo perfetto
biancore
forse l’angoscia di violarla, offenderla,
sporcarla sarebbe minore:
il sole di dicembre la cristallizza
in fecondo inverno, ogni
tratto di sentiero promette un enigma che
non abbuia, ma splende
e le cose del mondo chiedono
d’essere raccolte tra le mani
della mente perché
qualcuno minaccia con risentimento
e cupa rabbia, martella parole d’odio,
le ripete e ripete, si conquista proseliti.

 

 

Zerocalcare, Via Lepsius, l’Antifascismo