Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Mese: agosto, 2018

(Segnalibri): Carnet de la Langue-Espace, 31 agosto

 

 

Mi preme moltissimo segnalare quest’intervento articolato, densissimo dal punto di vista del pensiero e della scrittura, di eccezionale valore etico e politico di Yves Bergeret:

Aujourd’hui lire, suivi de l’Homme

Dal punto di vista personale aggiungo soltanto che so che Yves lavorava da gran tempo a questo suo intervento che esplicita (per l’ennesima volta) le motivazioni, i fondamenti culturali, storici ed etici di tutta la sua vita appassionatamente dedicata alla parola, alla scrittura e all’uomo.

 

 

 

Ludwig Mies van der Rohe in conversazione con Marino Marini

 

 

Marino Marini a Berlino nel 1967 mentre ritrae Ludwig Mies van der Rohe.

 

 

M. v. d. R.:   Mi commuove pensare
che questo ritratto, caro amico,
sia nato dalle sue mani:
la immagino lavorare il gesso
informe, terra e acqua, un grumo
di materia da manipolare,
da portare vicinissima alla forma
che la mente ha immaginato.
Quale luogo nel corpo umano
più spirituale della testa?
Ma sono state le mani
a lavorare, le mani
a sporcarsi delle sostanze
collose e gessose della materia.

M. M.:   Vivo giorni a pensare
una testa, ore di meditante
sprofondamento.
Il volto, lo sguardo, le rughe, la curvatura del cranio,
la sporgenza delle tempie,
ma non è “naturalismo”, lei comprende:
né quella che gl’idealisti chiamano “essenza”.
Quello che cerco sta dentro
la terra e dentro il pensiero.
Contemporaneamente.

M. v. d. R.:   Lo chiamo “abitare”:
si abita l’atto di sorseggiare un caffè,
di leggere la Montagna
Magica, di disegnare una veranda
che dà sul bosco: e anche l’atto
di portare fuori la spazzatura,
di vedere le proprie mani invecchiare.

M. M.:   I colpi dei polpastrelli
e della spatola nel gesso sono
l’alfabeto di questo nostro invecchiare
che ci avvicina alla felicità
d’una misura inseguita e quasi trovata
fra noi
e il mondo.
Vivere, amico caro, mi sembra
sempre un avvicinamento,
l’appressarsi del tatto
alla materia,
del respiro al tempo che l’accoglie
e lo dimentica.

 

Ritratto in gesso (1967, Museo Marino Marini di Firenze).

 

 

Un messaggio da Sant’Anna di Stazzema

 

 

Care cittadine e cari cittadini iscritti all’Anagrafe Antifascista,
intanto, vi ringrazio per aver raccolto il mio invito a sostenere questa iniziativa. Stiamo vivendo un periodo difficile per i valori in cui noi tutti crediamo e che abbiamo riassunto nella Carta di Stazzema, che, aderendo, avete sottoscritto. Ciò comporta un maggiore impegno da parte di tutti noi a far crescere ancora questa iniziativa. Siamo alla soglia delle 40mila iscrizioni e vorremmo proseguire: iscriversi all’Anagrafe significa contribuire a riportare nel dialogo quotidiano i valori di libertà, democrazia, legalità, merito, solidarietà che sembrano essere spariti dalla discussione pubblica e privata o svuotati dei loro reali significati.
Essere antifascisti oggi significa impegnarsi nel quotidiano perché quei valori possano non essere parole vuote o enunciazioni di principio, ma uno stile di vita da singola cittadina e singolo cittadino, nella nostra professione, nei luoghi che frequentiamo o nel ruolo di amministratori pubblici.
Diffondiamo il progetto dell’Anagrafe per diventare il primo comune d’Italia: tante associazioni e tante amministrazioni hanno aderito anche come sostenitori. Non ci rassegniamo alla ideologia che oggi va per la maggiore.
Facciamo crescere l’Anagrafe Antifascista per il nostro futuro.
(…)

Grazie e a presto.

Maurizio Verona
Sindaco di Stazzema