10 poèmes jacobins: 2

di Antonio Devicienti

 

 

 

2.

“Convoco qui ogni giorno l’Europa, Platone, Giambattista Vico, Giordano Bruno, convoco qui Marco Aurelio, qui in Via Monte di Dio, Hans Georg Gadamer, Simone Weil, convoco la loro inflessibilità etica, la loro dolce parola, Jacques Derrida, Maria Zambrano, spalanco gli scaffali che si piegano sotto il peso dei libri ai giovani che hanno sete e ch’è bene abbiano sete, mi appello al genio di Vincenzo Cuoco e di Giovanni Pugliese Carratelli, di Benedetto Croce, di Francesco De Sanctis e dei fratelli Spaventa, nell’ore antelucane già riapro le finestre per catturare la luce che transita dal sé stessa notturno al sé stessa prediurno e poi diurno in questo γίγνεσϑαι fieri werden che non s’interrompe flusso di pensiero nutriente ed esaltante, convoco qui Bernardino Telesio e Tommaso Campanella, Eleonora Fonseca Pimentel, Elena Croce tutte mie maestre e miei maestri, compagni e compagne, e i giovani che ostinati vorranno salire nelle stanze musicali di Via Monte di Dio s’avranno ai miei occhi miopi e limpidi le fattezze di Renato Caccioppoli e di Pietro Giannone, di Luisa Sanfelice e di Gennaro Serra di Cassano, di Francesco Caracciolo e di Domenico Cirillo, di Mario Pagano e di Antonio Gramsci – convoco tutti i giovani e tutte le persone di buona volontà, non rassegnati e persuasi alla pacifica potenza della parola”.