Definirsi

 

 

Non nascondo la mia irritazione quando leggo, anche in interventi di “addetti ai lavori”, la parola “poeta” contrapposta a “letterato” e a “intellettuale” – in questo caso non mi riferisco, sottolineo, a quel clima instauratosi oggi in Italia e che spinge migliaia di persone a pronunciare la parola “intellettuale” con schifo e riprovazione, ma proprio a chi, parte attiva del mondo culturale, distingue tra “intellettuale e/o letterato” e “poeta”, caricando quest’ultimo termine di un’accezione del tutto positiva e senza dubbio d’infinitamente maggior valore a detrimento dei primi due termini, connotati come si trattasse di vizi e di peccati imperdonabili.
Penso che siamo in presenza d’un banale e ingenuo pregiudizio, ulteriormente inficiato dall’equazione “poeta = sincerità”, “letterato = artificiosità” (quando non “disonestà”).
Ho smesso da tempo di cullarmi nel mio personale adolescenziale desiderio di essere “poeta” (per quanto mi riguarda, non scriverò più un solo verso semplicemente perché ho finalmente capito che non è questa la strada che deve seguire la mia scrittura), ma ho compreso (e questo mi sta regalando un’energia e uno slancio che avevo perduto, una gioia inimmaginabile nello e dello scrivere) che proprio il mio amore per le humanae litterae, che da sempre mi accompagna, mi rende libero e capace di onorare e festeggiare, traverso la scrittura, la vita; sempre studiare è stato per me fonte di felicità – e oggi lo è più che mai; amo trovare nella scrittura connessioni tra vari ambiti del sapere, forgiarla per renderla il più possibile espressiva ed elegante: sono e voglio essere un intellettuale e un letterato che, curioso e profondamente convinto della propria ignoranza (non è falsa modestia, mi si creda), vuole continuare, nel solco di una plurimillenaria tradizione, a studiare e a scrivere profondamente permeato da questo studio: ma non si contrapponga, per cortesia, il poeta al letterato – entrambi servono la causa della cultura e di un umanesimo che vuole resistere dentro un oggi violento e antiumano.