Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Mese: marzo, 2019

Scrittura e soglie

 

ohne titel 2007

Christiane Löhr: “ohne Titel”, 2007.

 

Scrittura è lenta, paziente costruzione. Vi entra il brusìo del mondo, ma non il rumore del mondo ridotto a mercato.
Scrittura è lento, paziente apprendistato (che mai ha termine).
Sua valenza politica è questa custodia della lingua (delle lingue stratificati universi), questo suo appartenere alla città da percorrere con sguardo libero.
Scrittura è stare sulla soglia per accogliere, è presentarsi, discreti, su soglie altrui chiedendo accoglienza.
Permeabile argilla, porosa pietra, carta che con dolcezza si lascia segnare, legno, lamina di rame inclini a lasciarsi incidere.

 

 

scrittura / scritture / dipingere a inchiostro su leggerissima carta

 

Hasegawa Tōhaku, Shōrin-zu byōbu (paravento sinistro della coppia di paraventi raffiguranti un bosco di pini, ca. 1590).

 

Ecco: si giunge a un punto in cui sembrano dissolversi i confini tra scrittura saggistica e scrittura critica, tra scrittura in versi e scrittura in prosa, fra traduzione e scrittura in proprio e l’aspetto esaltante è che non ci si ritrova tra le mani un tutto indistinto, ma le diverse forme di scrittura trapassano dall’una nell’altra secondo le necessità intrinseche al testo e si ha l’impressione di essere entrati finalmente in fasi di concordanza con il reale, anch’esso mai fermo e sempre in metamorfosi.
In questo trapassare di forme esiste una legge di necessità: non si può improvvisare, né dilettantescamente procedere, ma la ratio sottesa al testo esige ubbidienza e fedeltà.
La scrittura possiede questa peculiarità di scaturire dal reale e di potersene distanziare in una sorta di presa di coscienza di sé da parte del reale stesso, per cui essa non è mai ornamento o gingillo, ma necessità che il reale ha di dire sé stesso e, per dir così, innanzi a sé stesso porsi, anche in quei momenti nei quali la scrittura si configura come finzione pura: ma nemmeno il sogno né la fantasia si porranno al di fuori del reale, da esso scaturiranno e a esso torneranno (non suoi ciechi servi, bensì sua autocoscienza), in un moto circolare e spiraliforme del pensiero.

 

 

Milano antifascista e antirazzista

 

 

Milano indica la strada. Antifascismo sempre.

 

 

ancora senza titolo

 

ohne titel 2007

Christiane Löhr: “ohne Titel”, 2007.

 

Si scrive davvero per pochi, pochissimi e tra pochi, pochissimi.
Ci si dà alla scrittura credendo di poter cambiare il mondo – ma si è ancora giovani, davvero troppo giovani.
Con gli anni, lentamente e pazientemente, ci si scopre appartenenti a una comunità sempre più ristretta, le affinità elettive compiono il loro (giusto) corso.

Ora, dopo molti e molti anni, l’ambizione è di appartenere a una comunità appartata e quasi invisibile – ma che possegga la vitalità del lievito.
(Sia chiaro: all’interno di questa comunità ci si sente sempre inadeguati, ignorantissimi, morde talvolta la tentazione di smettere di scrivere e di soltanto leggere, ascoltare: tacere. Tacere).
I più non comprendono, spesso credono di comprendere, si danno un gran da fare, ciarlano e ciarlano – ma, in verità,  non comprendono.

 

 

senza titolo

 

ohne titel 2007

Christiane Löhr: “ohne Titel”, 2007.

 

Questo volgare chiacchiericcio spinge a voler pubblicare un libro che pochi (anzi: pochissimi) sappiano amare e intorno al quale ci si augura il silenzio.