Via Lepsius

di Antonio Devicienti

 

 

Via Lepsius non appartiene e non vuole appartenere a nessuna chiesa consacrata tra le consorterie poetiche italiane; Via Lepsius non mendica niente da nessuno, tanto meno da autori ed editori d’infimo livello, e ancor meno dai pretesi (o sedicenti) grandi autori ed editori; Via Lepsius rivendica con orgoglio la propria libertà, la propria volontà di irritare, innervosire, farsi detestare da chi, viceversa, aspira a essere pubblicato, riconosciuto, incensato, celebrato. Via Lepsius non vuole appartenere a un mondo d’ipocriti, arrivisti, narcisisti, ignorantissimi che si credono coltissimi, idioti che si credono intelligentissimi. Nulla ha da spartire Via Lepsius con questo valzer immorale, riflesso di un Paese fascista e violento, incolto e provinciale.