Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Mese: giugno, 2019

Un sfera d’argilla inabissata

 

Claudio Parmiggiani: Terra, cloître du Palais St Pierre à Lyon, 1990.

 

Il Maestro Claudio Parmiggiani che seppellisce una sfera d’argilla (Terra) in un punto del suolo difficile (se non impossibile) da ritrovare propone una linea di condotta nella penuria contemporanea: creare percorrendo sentieri di silenzio, studiare e meditare, sottrarsi al rumore, lasciarsi interrogare dal mondo. Seppellire l’opera nel buio. Che ne resti soltanto la memoria da tramandare di bocca in bocca. Sarà lievito insospettato, celato, invisibile eppur presente.

Ma è sufficiente a contrastare la barbarie contemporanea?

Forse no, ma è presenza di pensiero, atto etico.

 

 

 

Amico mio…

 

 

… insopportabile quest’assenza …

(a Ch. T.)

 

 

 

Raramente

 

 

Raramente si leggono, in “rete”, interventi di questo livello intellettuale e stilistico, oltre che di coinvolgimento emotivo:

ULTRAJAZZ di Jonny Costantino sul Primo amore.

 

 

 

Ragionamento intorno allo stile

 

Christiane Löhr: “ohne Titel”, 2007.

 

Lo stile non è né vezzo né ornamento, non è esteriorità. Al contrario, lo stile è l’atto stesso di porgere il pensiero, umile invito a condividere un’idea, un’immagine, un itinerario traverso i paesaggi della scrittura. Lo stile disegna i paesaggi del testo, ne traccia i sentieri, ne accenna i silenzi. Lo stile non si mostra, ma è capace di farsi distintamente percepire; chi legge si accorge subito dell’eventuale mancanza dello stile – e abbandona a sé il testo. Lo stile ancora il testo allo sguardo che legge, sguardo e testo diventano tutt’uno, lo stile (ch’è forza di pensiero e ritmato respiro del testo) guida fino alla pagina finale con cadenze che hanno la stessa natura del battito cardiaco, del ciclo stagionale.

 

 

 

 

Via Lepsius

 

 

Via Lepsius non appartiene e non vuole appartenere a nessuna chiesa consacrata tra le consorterie poetiche italiane; Via Lepsius non mendica niente da nessuno, tanto meno da autori ed editori d’infimo livello, e ancor meno dai pretesi (o sedicenti) grandi autori ed editori; Via Lepsius rivendica con orgoglio la propria libertà, la propria volontà di irritare, innervosire, farsi detestare da chi, viceversa, aspira a essere pubblicato, riconosciuto, incensato, celebrato. Via Lepsius non vuole appartenere a un mondo d’ipocriti, arrivisti, narcisisti, ignorantissimi che si credono coltissimi, idioti che si credono intelligentissimi. Nulla ha da spartire Via Lepsius con questo valzer immorale, riflesso di un Paese fascista e violento, incolto e provinciale.