Il silenzio a Port Royal

di Antonio Devicienti

 

 

Monsieur d’Ivry compose angosciate fughe pensando alla cosiddetta storia, quel macellaio di vite umane.
Meditava sulla morte in battaglia di suo figlio: il pensiero di Dio, della Sua immanenza nella storia umana, lo spingeva all’eresia e all’apostasia: Dio non c’è nella cosiddetta storia, affatto lontano e indifferente.
Cominciò a evitare ogni contatto con gli altri solitaires – non per sé, ma per rispetto nei loro confronti: essi fervidamente credevano, fiduciosi Gli si abbandonavano, assorti nelle Scritture pregavano.

 

Perché, allora, rimanere a Port Royal?
– perché era una comunità etica: Monsieur d’Ivry aveva avuto modo di conversare con Madame de Seurat e con Monsieur d’Angeois, con Monsieur de Clichy… tutti avevano saputo rinunciare all’amore per sé stessi, spogliato il proprio nome da ogni vanità: avvolgendolo nel silenzio.