Il silenzio a Port Royal

di Antonio Devicienti

 

 

Ma evitare ogni contatto confliggeva con la natura umana e anche con la naturale gentilezza che i solitaires meritavano.
Forse Monsieur d’Ivry avrebbe dovuto decidersi a parlare con qualcuno dei suoi dubbi religiosi.

 

Presenza della stanza: sono la porta e la soglia a identificarla, corrispondenza tra dentro e fuori, tra chiuso e aperto.
La finestra è la cesura necessaria nella compattezza del muro per fare della stanza non cella di prigione, ma luogo del pensare.

 

Il silenzio non è assenza del suono (o del rumore) – è lo stato di grazia della mente che, arrendevole al ritmo del mondo (notte e giorno, freddo e caldo, sistole e diastole, inspirazione ed espirazione, chiuso e aperto, prima e dopo), genera il pensiero.