Dalla “Dimora del Tempo sospeso”

di Antonio Devicienti

 

 

Sono ormai anni che, con quella che chiamerei lucida devozione, Francesco Marotta va traducendo e pubblicando i testi (di rarissima altezza etica, politica e letteraria) di Yves Bergeret.

C’è un silenzio, c’è un’indifferenza intorno che sgomentano e indignano.

Via Lepsius, legata per un gran numero di ragioni alla Dimora del Tempo sospeso e al Carnet de la Langue-Espace, continua a riconoscersi nell’opera e nella postura etica e storica di Yves e di Francesco, amici e alleati sostanziali.

Pensare la scrittura come presa di coscienza storica e politica. Pensare la scrittura come presenza in questo tempo, malgrado questo tempo.