Via Lepsius

pagine di Antonio Devicienti: concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Mese: aprile, 2021

Paolo Ottaviani per Dante Alighieri

Paolo Ottaviani fa dono a Via Lepsius di un suo sonetto dedicato a Dante Alighieri, confermando quanto viva e feconda sia la presenza del Fiorentino fin dentro i nostri giorni, sommessamente rivelando quanto la propria voce poetica, elegante e raffinata, architettura di pensiero e di partecipazione emotiva, direi filialmente si senta legata a chi ha cercato e trovato, già all’origine, una vita nova nella lingua e nella poesia  :

 

labirinto_lucca

 

Nel gioco dei bagliori

“Harum quoque duarum nobilior est vulgaris…quia
naturalis est nobis, cum illa potius artificialis existat.”
Dante Alighieri, De Vulgari Eloquentia
 

L’arte del dire parole per rima

si andava componendo lentamente

tra i ruderi fecondi la tua lima

diverse lingue vive nella mente

 

e più sul labbro riplasmava prima

che il ritmo o il suono muti tra la gente

la parola nel verso si sublima

incastonata in lotta contro il niente.

 

E dall’esile storia di un amore

nel gioco dei bagliori degli sguardi

una fanciulla che ammirasti in chiesa

 

e in quel soave sonno dal signore

Amore presa il tuo cuore tra dardi

di fuoco divorò per più alta ascesa.

Il fiore del partigiano

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(Segnalibri) Massimo Morasso / Paul Celan

Ho il piacere di segnalare questo articolo, bellissimo, che Massimo Morasso dedica a Paul Celan:

……………………………………….Paul Celan: parla anche tu

A Cor leggero – cartografia per gesto segno e verso

Espace Productions (https://www.facebook.com/espaceproductions) apre la stagione primaverile con la produzione di danza “A Cor Leggero – cartografia per gesto segno e verso“. Nata nell’humus de La Vita Nova di Dante Alighieri, ” A Cor Leggero” è una mappatura, oltre la ferita, che si svela attraverso le poesie di Paolo Fichera e la coreografia processuale – per una drammaturgia corporea – di Ambra Gatto Bergamasco.

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“A Cor Leggero” verrà rappresentata per la prima volta alla 38esima edizione del Festival Acqui in Palcoscenico, a luglio 2021 (covid permettendo).

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Come anteprima visiva, “A Cor Leggero” partecipa all’Interplay StillDigital 2021, Festival di Danza che mira a valorizzare la coreografia grazie all’ausilio di tecnologie video.

StillDigital 2021 prevede un Premio del Pubblico, in cui i video partecipanti possono essere votati.

Al link seguente potete visionare il trailer del progetto e darci il vostro voto

http://www.mosaicodanza.it/…/ambra-gatto-bergamasco-a…

Grazie!

Mario Porro: Ipotiposi

Incontrare un libro, entrarvi dentro e trovarsi a percorrere (stupefatti e appagati, sempre più coinvolti e incuriositi, grati e invasi da un bellissimo senso di libertà) itinerari molteplici, territori vastissimi, vere mappe del sapere: Ipotiposi. Vagabondare per immagini (Edizioni Medusa, Milano 2020) di Mario Porro è esattamente quest’esperienza.

Catena, rete, orologio, nuvola, ombra, fango, acqua, mare, terra/mare, foresta, fra la terra e il mare sono le tappe che costituiscono il libro il quale andrebbe attraversato secondo più prospettive: la prima potrebbe essere quella, apparentemente ovvia, di leggere dalla prima all’ultima pagina, senonché ogni pagina apre ulteriori orizzonti, suggerisce nuovi itinerari (seconda prospettiva di lettura), si connette ad altri libri – e, infatti, ogni capitolo è chiuso da una ghiotta bibliografia che suggerisce sicuri punti di riferimento, ma che non è mai definitiva e che richiede approfondimento (terza prospettiva); una quarta prospettiva è quella di abbandonarsi al flusso delle visioni che continuamente sorgono durante la lettura, ché questo libro realizza una felice giuntura tra la cosiddetta cultura umanistica e la cosiddetta cultura scientifica (temo, infatti, che malgrado le molte petizioni di principio tale dannosa e inaccettabile dicotomia viga ancora, trovando già nella scuola un luogo nel quale e dal quale tale pregiudizio viene praticato e diffuso con danni incalcolabili), Ipotiposi abbraccia in pieno un vagabondare che non è disordinato o improvvisato o furbesco saltabeccare da un autore a un altro, da una teoria a un’altra, da un tema a un altro, ma rigoroso procedere attraversando saperi e opere che dicono la ricchezza e la complessità del reale.

Certo, ci sono autori irrinunciabili per Porro e talvolta già oggetto di suoi libri precedenti (Gaston Bachelard, Italo Calvino, Carlo Emilio Gadda, Primo Levi, Benoît Mandelbrot, Michel Serres – amatissimo quest’ultimo – e potrei continuare), ma la tramatura di Ipotiposi rivela fin da subito la gioia e il piacere che scaturiscono dallo studio e dalla scrittura. È un pensiero felice di potersi dispiegare, di trovare connessioni, di viaggiare tra i diversi paesaggi del conoscere, di vedere e di ascoltare – l’arte del guardare non si disgiunge mai da quella dell’ascoltare le diverse voci che animano la ricerca del sapere. Per questo siamo innanzi a un libro accogliente e ospitale, affabile e dalla scrittura limpida ed elegante, stratificato e sapiente (ma senza la benché minima saccenteria o il più piccolo narcisismo) e per questo è possibile respirarvi l’ossigeno puro dell’antidogmatismo e della revoca in dubbio di ogni nuova posizione di pensiero appena raggiunta – e non si dimentichi la costante presenza della bellezza, laicissima anima mundi che si dà a vedere traverso le più innovative teorie scientifiche, i più classici versi poetici, le più ardite filosofie che tramano di sé le pagine di Ipotiposi.