Paolo Ottaviani per Dante Alighieri

di Antonio Devicienti

Paolo Ottaviani fa dono a Via Lepsius di un suo sonetto dedicato a Dante Alighieri, confermando quanto viva e feconda sia la presenza del Fiorentino fin dentro i nostri giorni, sommessamente rivelando quanto la propria voce poetica, elegante e raffinata, architettura di pensiero e di partecipazione emotiva, direi filialmente si senta legata a chi ha cercato e trovato, già all’origine, una vita nova nella lingua e nella poesia  :

 

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Nel gioco dei bagliori

“Harum quoque duarum nobilior est vulgaris…quia
naturalis est nobis, cum illa potius artificialis existat.”
Dante Alighieri, De Vulgari Eloquentia
 

L’arte del dire parole per rima

si andava componendo lentamente

tra i ruderi fecondi la tua lima

diverse lingue vive nella mente

 

e più sul labbro riplasmava prima

che il ritmo o il suono muti tra la gente

la parola nel verso si sublima

incastonata in lotta contro il niente.

 

E dall’esile storia di un amore

nel gioco dei bagliori degli sguardi

una fanciulla che ammirasti in chiesa

 

e in quel soave sonno dal signore

Amore presa il tuo cuore tra dardi

di fuoco divorò per più alta ascesa.