Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Mese: Maggio, 2021

Lorenzo Mari / Undercommons

undercommons

 

Segnalo, con immenso piacere e profonda ammirazione, quest’articolo del carissimo Lorenzo Mari pubblicato su Nazione Indiana: 

Tracce per una playlist (tre frammenti sottocomuni e una postilla)

– vi ritrovo numerosissimi illuminanti e irrinunciabili motivi di riflessione, approfondimento, comprensione del reale. 

Flavio Ferraro: Il silenzio degli oracoli

FERRARO

Esce Il silenzio degli oracoli (Poesie 2009-2016) di Flavio Ferraro (editore L’arcolaio), con uno scritto di Antonio Devicienti.

SCRITTO_FERRARO

Ariella Aïsha Azoulay, Maria Nadotti, la Palestina

Su Doppiozero: Che cosa sta succedendo in Palestina? (2)

Jamil Hilal, Maria Nadotti, la Palestina

Distinguo accuratamente tra Popolo ebraico e Stato d’Israele, tra antisemitismo e critica serrata al fascismo e al razzismo che sembrano imporsi negli ultimi anni in Israele, credo nel diritto degli Ebrei e dei Palestinesi a uno Stato indipendente e libero, credo nel diritto dei Palestinesi all’autodeterminazione, mi oppongo alle complicità e ai silenzi di gran parte degli Stati e di moltissimi intellettuali; leggo su Doppiozero quest’intervista e dal mio minuscolo spazio di Via Lepsius mi provo a darle eco: Che cosa sta succedendo in Palestina? 

Ricordo, tra l’altro, che Maria Nadotti è la traduttrice italiana di John Berger, del quale è stata amica, che Berger conosceva molto bene la situazione palestinese cui ha dedicato diversi suoi libri e articoli, così come Maria Nadotti stessa che ha trascorso ripetuti e prolungati soggiorni in Palestina. 

 

Persefone e un quaderno

 

l'accesso al labirinto

 

Leggo, apprezzo e avverto il desiderio di commentare questi testi in versi che Marilena Renda pubblica in uno spazio raffinato e molto stimolante: Morel – voci dall’isola.

Si tratta di un contrappunto in versi al mito di Proserpina/Persefone, come specifica l’autrice nella presentazione, si tratta in particolare d’immaginare «qualcosa della sua vita» durante i mesi che trascorre nell’Ade in attesa della primavera.

Al di là della fecondità ininterrotta dei miti, della loro presenza e pregnanza di senso, nel caso presente esiste la connessione con la “sicilianità” del mito di Proserpina in perfetta coerenza con il libro più recente di Marilena (Fate Morgane), ma, tengo a dirlo, non è questo l’aspetto decisivo: sì, invece, lo sviluppo di un quaderno che racconta l’amore e il rapporto con il mondo, con la luce e col buio, la maturazione attraverso il sesso e l’amore di una femminilità che, pur offesa dalla violenza, conquista la consapevolezza di sé e dei propri sentimenti, diventa persona attraversando il buio e l’enigma e conquistando la lucidità necessaria per vedere e comprendere sé in rapporto con la madre, con Ade, con un mondo infero in quanto appartenente alle regioni inabissate della psiche.

Certamente il Quaderno di Persefone è ciclo più ampio e preludio a un libro futuro, ma i testi qui anticipati conducono la poesia nel mondo infero dell’amore e della conoscenza di sé, vale a dire nel mondo velato e sotterraneo, magmatico e vitale per rovesciato paradosso: Ade e Proserpina, divinità dei morti, in questi versi di Marilena esperiscono una passione che li conduce oltre sé stessi, partecipi del ciclo della natura che è, appunto, morte invernale e rinascita primaverile, sottrazione dalla luce e restituzione alla luce.

Forse è riconoscibile una tensione metamorfica di segno empedocleo restituita tramite un linguaggio a sua volta mobilissimo ed espressivo, convincente anche grazie al verso libero, mentre, nello stesso tempo, ogni testo s’accampa in architetture rigorose e simmetriche, come se il disordine iniziale dovuto alla violenza e all’oscurità del proprio destino si risolvesse poi nel conquistato amore, nella maturazione dell’età acerba e spensierata, nella dialettica tra mondi apparentemente opposti (luce/buio, sopra/sotto, prima/dopo, freddo/caldo) che determina il passaggio dallo stadio dell’inconsapevolezza a quello della coscienza.

E il quaderno è un andirivieni tra luoghi e momenti della storia mitica, esito di oscillazioni tra opposte sponde, variazioni intorno a un mito che non smette di parlarci perché contiene i segreti del nostro stesso essere emersi alla nascita ed esserci incamminati verso la coscienza – e la poesia torna a essere il canto, la sintassi, il ritmo per provare a dire tutto questo.