Traducendo John Keats

Keats_House

 

Francesco Dalessandro pubblica presso le Edizioni dell’Associazione Culturale Contatti di Genova Fammi lezione, Musa.

Come talvolta accade quando la traduzione è non solo efficace, ma anche condotta con sapiente acribia linguistica e filologica, con partecipazione emotiva, con il totale dominio dei mezzi espressivi, difficilmente si potrebbe negare che, leggendo i Sonetti, la ballata La belle dame sans merci e Tre poesie per Fanny di John Keats, non si stia leggendo anche la poesia “in proprio” di Francesco Dalessandro. Certo, il poeta si è messo letteralmente al servizio della poesia di Keats, Dalessandro offre, insieme con le traduzioni, dei lucidi e partecipati commenti alla Ballata, alle poesie per Fanny e una nota del traduttore in chiusura del volume, ma la bellezza dei testi italiani (preferisco definirli così, non “in” italiano) pretende che si guardi alla traduzione come una delle due (necessarie) rive di chariana memoria (l’una per l’andata, l’altra per il ritorno) tra le quali scorre l’unico fiume della poesia.

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