Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Categoria: andando

“Tutti i poeti sono Ebrei”

 

 

Все поэты жиды (Marina Cvetaeva)

*

Fu sorpreso che piangeva, sommesso, appartato, in una strada di Tubinga: quella che, dallo Stift, discende in curva verso lo Holzmarkt.
Lo videro due bimbi appena usciti da scuola che gli chiesero se fosse triste.
Ma non di tristezza piangeva.
Come avrebbe potuto dir loro: “No, non di tristezza piango, ma perché mi sovrasta e preme e possiede quel Grande ch’è qui, che non se n’è mai andato da qui?”
Si rasciugò gli occhi, si accovacciò ad altezza dei bimbi, sorrise loro.
Fu istintivo il gesto di regalare un marco ciascuno, unico modo tangibile che aveva per ringraziarli di quella domanda spontanea, di quella gentile attenzione che gli veniva incontro dal proprio futuro (forse anche obolo per Caronte da pagare in riva al fiume dell’inabissamento, mentre la persecuzione non finisce, non è ancora finita).
(Tübingen, Jänner)

*

 

An Zimmern

Die Linien des Lebens sind verschieden
wie Wege sind, und wie der Berge Gränzen.
Was wir hier sind, kann dort ein Gott ergänzen
mit Harmonien und ewigem Lohn und Frieden.

A Zimmer

Sono molteplici le andanze della vita:
sentieri e profili ultimi di montagna.
Quanto qui siamo può colmarlo laggiù il divino
per armonie e incessante ricompensa e pace.

 

*

 

 

 

Dal “Primo amore” un intervento di Federica Fracassi

 

 

Segnalo quest’articolo nel quale Via Lepsius si riconosce completamente:

“Allenatevi, vi prego, alla differenza tra poesia e intrattenimento”

 

 

 

Hommage à la France

 

 

Che cos’è Francia per me – e vado a dire qual è la mia idea di Francia, che cosa essa significhi per me e che cosa abbia significato per la mia formazione intellettuale, politica ed etica
(non vado qui a sciorinare considerazioni sociologiche o politiche o storiche che non sarei, comunque, capace di fare).
Questo è un testo dettato dal sentimento e da un bisogno di dichiarare il mio amore alla Francia,
o almeno a una MIA idea di Francia:
Francia è il gesto libertario e liberatorio, antiautoritario e gioioso di Michel Foucault in una fotografia-ritratto,
Francia è pensare che lo stato di diritto esiste
e che esiste una comunità di liberi,
Francia è, per me, la dolcezza del tramonto sull’isola di Saint Louis
e il colore dei tetti del Marais,
Francia è Blaise Pascal e la rettitudine etica di Port Royal (non sono credente, ma
quella rettitudine e quel rigore del pensare e del sentire desidero m’appartengano),
Francia sono il razzismo e il colonialismo sottoposti a impietosa critica,
i suoi intellettuali liberi e indipendenti,
René Char che non separa poesia da impegno politico ma trascinato da furore vive e lotta,
Francia è la curva del Rodano ad Arles
e Bordeaux verso cui s’incamminò a piedi Hölderlin traversando un durissimo inverno,
Francia è, per me, pensare Paul Celan camminare lentamente in Rue des Écoles
e cercare ospitalità in un’altra lingua,
Francia è pensare un presente e progettare un futuro senza mafie e senza paure,
sono i decenni parigini di Heinrich Heine,
i corsi al Collège de France ancora di Foucault e di Roland Barthes,
Francia è la lingua che accoglie chi proviene da altre latitudini
e la musica di Django Reinhardt,
l’orlo dei Pirenei là dove due, tre, più Europe si congiungono
e Francia è Cartier-Bresson giramondo,
le maree di Normandia e
lo sparo che uccise i fratelli Rosselli,
Francia è il verso di Corneille, il pennello di De Staël, il volto di Giacometti,
le mani delle maestranze che edificarono Chartres,
il Quatuor pour la fin du temps di Messiaen,
Francia è, per me, Leonardo Sciascia che passeggia alle Tuileries
e il monacale rigore di Cézanne,
Francia è una lingua cosmopolita, una speranza, una strada lungo la quale incamminarsi
quando questa barbarie fascista e razzista monta.
Francia è rimanere in Italia e avere un’idea dell’Italia
da realizzare, per la quale scrivere – e combattere.

 

Nata a Parigi travagliata nell’epopea della nostra generazione
fallace. Giaciuta in America fra i ricchi campi dei possidenti
e dello Stato statale. Vissuta in Italia, Paese barbaro.
Scappata dall’Inghilterra Paese di sofisticati. Speranzosa
nell’Ovest ove niente per ora cresce.
Il caffè-bambù era la notte.
La congenitale tendenza al bene si risvegliava.
Amelia Rosselli (da Variazioni belliche)

 

 

(Segnalibri) La balena di ghiaccio – quarto seme – e La fanciulla tartaruga

 

 

 

 

 

(Segnalibri) Giovanni Giovannetti sui crimini di guerra italiani

 

Segnalo quest’articolato intervento di Giovanni Giovannetti (Tra pianti e pianti e pianti) sul Primo amore.

Vi si parla di un’Italia nostalgica del fascismo, razzista, violenta sia nei fatti che nelle parole, incline alla rimozione e ad autoassolversi. Italiani brava gente? no, nient’affatto. Conoscere certi accadimenti aiuta a prendere coscienza dell’oggi, a inquadrare ancora meglio le menzogne, i travisamenti consapevoli, i colpevoli silenzi su certi episodi che il ministro Salvini continua a diffondere a piene mani. Ma, al di là dell’onnipresente Salvini, è necessario che una nazione faccia i conti con il proprio passato – è anche questo (non avere fatto i conti con il passato coloniale, fascista, razzista) che ha portato l’Italia alla vergognosa situazione attuale.