Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Categoria: segnalibri

Zoran Music alla Galerie Bordas di Venezia

 

 

Domenico Brancale mi scrive che alla Galerie Bordas di Venezia il 23 marzo si aprirà un’esposizione di opere su carta di Zoran Music; ne trovo l’annuncio anche sul blog  Il Primo Amore.

Molto volentieri da qui, da Via Lepsius, mi associo a quello che spero possa diventare un passaparola efficace affinché molte persone visitino la mostra e, mi preme in modo particolare sottolineare, occasione per tornare a riflettere sull’opera e sull’esistenza di un artista che, in questi anni di razzismo, fascismo e antisemitismo fortemente riemergenti, continua a testimoniare la necessità della memoria e della consapevolezza storica; l’intera opera di Music è sia testimonianza dello sterminio, sia poeticissima riaffermazione di amore alla vita, ai luoghi, alla fantasia, all’arte tout-court  che, ancora, può far rimanere gli uomini umani e impedir loro ch’essi ripiombino in epoche feroci di bestialità e intolleranza.

 

 

Le due opere che illustrano quest’articolo provengono dal sito della Galerie Bordas.

 

 

Una prossima lettura di Fiammetta Giugni

 

Sono molto felice di annunciare un’imminente lettura pubblica di Fiammetta Giugni, poeta di non comune valore, amica carissima di Via Lepsius (giovedì 22 febbraio presso l’Hotel Laudinella di Sankt Moritz alle ore 21.00 – la lettura di Fiammetta sarà accompagnata dal flauto del marito Giacomo, il quale oltre a essere valente musicista è abilissimo costruttore degli stessi flauti con i quali esegue la musica)

Colgo l’occasione per anticipare che Fiammetta sarà poi a Lecce, il 18 aprile, al Monastero delle Benedettine.

Qui di seguito il pdf dell’evento: fiammetta giugni

 

 

(Segnalibri): Giovanni Asmundo, Yves Bergeret, il ritorno da Beirut

 

Fouad El Khoury: Beirut, 1991.

 

Esiste da qualche tempo un intenso lavorìo etico e intellettuale tramite il quale si sta cercando di costruire una comunità che si riconosca in valori come l’antifascismo e il dialogo con le culture non europee; tale comunità vuole attuare il tentativo di comprendere queste ultime da una posizione non di superiorità, né di sufficienza, esercitando di conseguenza la critica serrata e radicale all’eurocentrismo, il rifiuto di ogni atteggiamento estetizzante nei confronti della realtà, praticando l’inesausta attenzione a quello che succede adesso, in questi giorni, attenzione unita a una piena consapevolezza storica, sociale, politica; da Via Lepsius invito ancora una volta a seguire con attenzione il Carnet de la langue-espace di Yves Bergeret, La Dimora del Tempo sospeso di Francesco Marotta e anche Peripli di Giovanni Asmundo; e, per la rubrica “segnalibri”, propongo un esempio di quello che intendo dire, cioè questo splendido Ritorno da Beirut tutto da leggere e meditare.

 

 

La Dimora del Tempo sospeso, Il tratto che nomina, Via Lepsius

 

 

 

Via Lepsius sente un legame fortissimo con La Dimora del Tempo sospeso (più volte mi sono pronunciato in tal senso, dichiarando a chiare lettere la mia ammirazione e il mio apprezzamento per lo spazio creato da Francesco Marotta, seguendone passo passo le vicende e le pubblicazioni, nutrendomi dell’immane patrimonio culturale, etico, storico che, in maniera eccezionalmente generosa e del tutto gratuita, Francesco e i collaboratori che nel corso degli anni lo hanno coadiuvato hanno messo a disposizione di noi lettori); oggi segnalo la pubblicazione di larghe parti di un’opera che, purtroppo, non è ancora a disposizione dei lettori né di lingua francese, né tanto meno italiana: si tratta di un libro (grande in ogni senso) di Yves Bergeret, Le trait qui nomme / Il tratto che nomina e che l’autore ha fatto stampare, in poche copie, a proprie spese in quanto questo poema-diario dell’esperienza maliana di Yves non ha ancora trovato un editore – ebbene, Francesco Marotta ne sta traducendo vasti passi (qui, per esempio, ne si può leggere uno), proponendo proprio sulla Dimora sia il testo originale in francese che la sua versione italiana; spero che sempre più lettori s’accorgano dell’importanza di una tale proposta, spero che il narcisismo e il provincialismo di tanta parte della cultura italiana cedano finalmente il posto a una sete sincera e rigenerante d’imparare, di capire, di confrontarsi.

 

 

(Segnalibri) Nanni Cagnone: Ingenuitas