Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti

Categoria: segnalibri

(Segnalibri 2) “Nell’intimo del mondo” di Lucetta Frisa

 

Joan Mitchell: “Closed territory”, 1973.

 

Quando la passione per la vita e la poesia s’incontrano, quando i libri che nascono aspettano persone che li leggano e amino, quando lo sguardo sul mondo è partecipe, accorato, ribelle, umanissimo e non dimentico del dolore dei suoi simili.
Quando scrivere è un atto libertario e si nutre di parola e di cultura.
Quando si desidera una comunità di poeti non narcisisti, non egoisti, non arrivisti, non stronzi – ma capaci (udite! udite!) di leggere e di studiare le scritture altrui.
Quando si è degli illusi molto, molto realisti, dei sognatori molto, molto consapevoli, degli irriducibili utopisti.
Quando.

 

 

(Segnalibri) dalla Costituzione della Repubblica italiana

 

 

Articolo 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

 

 

(Segnalibri) “Distratte le mani” di Daniela Pericone

 

Fermo immagine da “Caravaggio” di Derek Jarman: Tilda Swinton è Maddalena.

 

 

Vede la luce, per le edizioni Coup d’idée di Enrica Dorna, Distratte le mani di Daniela Pericone; libro minuziosamente preparato, esso propone una scrittura dalla sintassi vigorosa e dal lessico da un lato inventivo, dall’altro capace di confermare e celebrare la bellezza sublime della lingua italiana; non esistono sbavature o derive sentimentalistiche in questo libro, siamo innanzi a una poesia di pensiero, nella quale gli abissi vertiginosi del dolore e della gioia, dello slancio amoroso e della delusione affettiva, del rapporto col mondo e con sé stessi vengono guardati con fermezza e detti con una sprezzatura ormai rara, sprezzatura ch’è del ritmo e della parola – e anche nel ritmo e nella parola – dell’intelletto e dell’etica – e anche nell’intelletto e nell’etica.
Silenziosa e discretissima, Daniela continua a comporre libri nei quali la poesia è un atto di serietà e di assunzione di responsabilità nei confronti del mondo, perché forse la poesia non ha peso nelle cose della politica e della società e della finanza, perché forse i poeti sono degli stupidi illusi e dei fanciulli ingenuissimi, ma forse la poesia sa essere, contrariamente alla politica dei tantissimi politicanti e alla finanza ovunque predatoria, un atto (necessario) di umanità.

 

Michel Foucault: da “Introduzione alla vita non fascista”

 

 

“Quest’arte di vivere, contraria a tutte le forme di fascismo, siano esse interne o prossime all’essere, si accompagna ad un certo numero di principî essenziali, che io, se dovessi fare di questo grande libro un manuale o una guida per la vita quotidiana, riassumerei come segue:

• liberate l’azione politica da ogni forma di paranoia unitaria e totalizzante;

• fate crescere l’azione, il pensiero e i desideri per proliferazione, giustapposizione e disgiunzione, anziché per suddivisione e gerarchizzazione piramidale;

• affrancatevi dalle vecchie categorie del Negativo (la legge, il limite, la castrazione, la mancanza, la lacuna), che il pensiero occidentale ha così a lungo sacralizzato come forma di potere e modo di accesso alla realtà. Preferite ciò che è positivo e multiplo, la differenza all’uniforme, il flusso alle unità, i dispositivi mobili ai sistemi. Tenete presente che ciò che è produttivo non è sedentario, ma nomade;

• non crediate che si debba esser tristi per essere dei militanti, anche quando la cosa che si combatte è abominevole. È ciò che lega il desiderio alla realtà (e non la sua fuga nelle forme della rappresentazione) a possedere una forza rivoluzionaria;

• non utilizzate il pensiero per dare un valore di verità ad una pratica politica, né l’azione politica per discreditare un pensiero come se fosse una pura speculazione. Utilizzate la pratica politica come un intensificatore del pensiero, e l’analisi come un moltiplicatore delle forme e dei domini d’intervento dell’azione politica;

• non pretendiate dalla politica che ristabilisca i «diritti» dell’individuo per come li ha definiti la filosofia. L’individuo è il prodotto del potere. Occorre invece «disindividualizzare» attraverso la moltiplicazione e la dislocazione dei diversi dispositivi. Il gruppo non deve essere il legame organico che unisce gli individui gerarchizzati, ma un costante generatore di «disindividualizzazione»;

• non innamoratevi del potere”.

 

Da: Michel FoucaultPrefazione all’edizione americana del 1977 di Deleuze, Guattari,  Antiedipo (1972) – traduzione di Carmine Mangone. La fotografia che correda l’articolo è stata scattata il 22 marzo 1977 ed è di Roland Allard, Agence Vu.

 

 

(Segnalibri) dalla Costituzione della Repubblica italiana

 

Art. 11

 

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo*.

 

*Il grassetto è mio