Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Categoria: Via Lepsius

(Segnalibri) “Profilo minore” di Federico Federici

profilo minore

 

Un libro importante, ricco di suggestioni, all’intersezione tra le discipline e tra le scritture, di rara consapevolezza sia formale che teorica. Un volume, inoltre, di grande bellezza tipografica.

Federico Federici: Profilo minore (Nino Aragno Editore):

Piero Calamandrei: Discorso sulla Costituzione e altri scritti

Piero-Calamandrei

 

Discorso sulla Costituzione e altri scritti

Su “Villa Pamphili” di Marco Giovenale (ovvero “sul movimento plurale dei frammenti”)

Marco-Giovenale-cartolina-scaled

 

Leggo su Antinomie il testo di Marco Giovenale Villa Pamphili – inserito nella rubrica estiva La carte postale, esso può essere letto in (almeno) due modi (talvolta persino contrapposti): o in forma di un (ironico) messaggio ovvero cartolina “dalle vacanze estive” (benché luoghi di Roma compaiano non infrequentemente nella scrittura di Giovenale e benché Roma sia la città in cui egli vive), oppure come una riflessione sulla percezione; ma, in più, il testo sul quale qui medito si propone come un’assai interessante interpretazione del topos letterario del luogo da rappresentare e/o descrivere, mi sembra anzi segnare una cesura netta tra la più diffusa, praticata e tranquillizzante modalità descrittivo-evocativo-sentimentale e la modalità, tipicamente e programmaticamente giovenaliana, del prendere radicalmente le distanze in maniera critica e storiograficamente consapevole da attardati, stanchi stilemi avallati tra l’altro dall’editoria main stream.

Villa Pamphili potrebbe essere un “luogo del cuore”, paesaggio e immagine del ricordo e della storia personale, occasione confessionale e/o memoriale – essa si materializza invece come “immagine al quadrato” o «movimento plurale dei frammenti» (cfr. slowforwardqui): l’artificialità e l’artificiosità già insite nell’immagine di partenza (e questo vale per qualunque luogo si prenda a oggetto della scrittura) diventano tema del testo, causa e sviluppo dell’argomentazione, formulazione non solo dell’immagine derivante dall’immagine prima, ma anche riflessione sulle modalità e le motivazioni di tale formulazione.

Leggi il seguito di questo post »

Romeo Castellucci, Don Giovanni, Piersandra Di Matteo

romeo-castellucci_salzburg

 

Leggendo una conversazione tra Romeo Castellucci e Piersandra Di Matteo a proposito del Don Giovanni messo in scena per il Festival di Salisburgo, medito le parole del regista che, spesso, mi appaiono poesia allo stato puro; eccone alcune per esempio :

Il personaggio di Don Giovanni appartiene alla storia della cultura occidentale, si inserisce in una linea arcaica in cui convergono diverse tradizioni. Ripercorrendo a ritroso la sua genealogia si potrebbe risalire, con ogni probabilità, alla malinconia e alla solitudine del satiro dell’antichità. Da Ponte e Mozart elaborano questo mito antico – che si andava riproponendo dall’inizio del Settecento in una miriade di rivisitazioni connesse all’apologo devozionale – e costruiscono un oggetto estetico complesso in cui convivono tragedia e commedia. Nelle fibre della musica, sin da subito, si percepisce una pulsione di morte che preannuncia la catastrofe finale. Il re minore, l’accordo drammatico dell’ouverture, convoca subito il dominio della Legge, inaugura la tonalità della voce del Padre. Si è ostaggio del Commendatore prima ancora della sua presenza in scena. Da quel momento si attiva una chimica ambivalente che aleggia nella forma di un sospetto per tutta l’opera. Quando diventa giocoso si tratta di un gioco molto serio. 

Don Giovanni chiede di mettere in valore questa profonda ubiquità. Il disequilibrio e l’asimmetria sono le condizioni necessarie per inseguire il personaggio nella sua parabola. Nell’ossigeno della musica di Mozart ci sono delle caverne che si spalancano rivelando i bisogni fondamentali dell’uomo.

 

(La fotografia in apertura è di Anne Zeuner).

(Segnalibri) Forrest Gander

gander-benway

 

be with with pulitzer

 

gander_twice_alive

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUI lo spazio web di Forrest Gander