Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

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Il silenzio a Port Royal

 

 

Ma evitare ogni contatto confliggeva con la natura umana e anche con la naturale gentilezza che i solitaires meritavano.
Forse Monsieur d’Ivry avrebbe dovuto decidersi a parlare con qualcuno dei suoi dubbi religiosi.

 

Presenza della stanza: sono la porta e la soglia a identificarla, corrispondenza tra dentro e fuori, tra chiuso e aperto.
La finestra è la cesura necessaria nella compattezza del muro per fare della stanza non cella di prigione, ma luogo del pensare.

 

Il silenzio non è assenza del suono (o del rumore) – è lo stato di grazia della mente che, arrendevole al ritmo del mondo (notte e giorno, freddo e caldo, sistole e diastole, inspirazione ed espirazione, chiuso e aperto, prima e dopo), genera il pensiero.

 

 

 

Il silenzio a Port Royal

 

 

Monsieur d’Ivry compose angosciate fughe pensando alla cosiddetta storia, quel macellaio di vite umane.
Meditava sulla morte in battaglia di suo figlio: il pensiero di Dio, della Sua immanenza nella storia umana, lo spingeva all’eresia e all’apostasia: Dio non c’è nella cosiddetta storia, affatto lontano e indifferente.
Cominciò a evitare ogni contatto con gli altri solitaires – non per sé, ma per rispetto nei loro confronti: essi fervidamente credevano, fiduciosi Gli si abbandonavano, assorti nelle Scritture pregavano.

 

Perché, allora, rimanere a Port Royal?
– perché era una comunità etica: Monsieur d’Ivry aveva avuto modo di conversare con Madame de Seurat e con Monsieur d’Angeois, con Monsieur de Clichy… tutti avevano saputo rinunciare all’amore per sé stessi, spogliato il proprio nome da ogni vanità: avvolgendolo nel silenzio.

 

 

 

Il silenzio a Port Royal

 

 

A Port Royal des Champs si disfacevano le vanità mondane.
Monsieur d’Ivry aveva imparato a comporre musica su una spinetta puramente mentale: immobile per ore componeva e suonava nella stanza della sua mente.
Nessuno avrebbe ascoltato mai quelle musiche: il senso di tutto questo risiedeva nel fatto che una mente umana, cachée dans l’invisibilité du silence, sottraendosi a ogni vanità, raggiungeva il culmine delle proprie capacità.

È il silenzio a garantire la parola perché è preparazione, ascesi, rasciugamento il silenzio.
Bisogna sempre rasciugare le ridondanze, gli abbellimenti, il posticcio.
Disciplina di studio e di meditazione occorre, necessarissima.
Prae-parare è affine a coltivare (colĕre), curare, attendere.
Qualora occorresse si abbandoni tutto il luogo al silenzio (dagli appunti di Monsieur d’Ivry).

 

 

Schlachthof

 

 

Ai novizi di Jena la religione della poesia tacque la verità: che la storia è un vastissimo macello (Schlachthof: il macello per le bestie), impoetico e venale.

 

 

 

Jenaer Romantik

 

 

I novizi di Jena premevano la poesia contro le fessurazioni sanguinose del mondo: non bastò, ovviamente.