Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti

Categoria: visioni

Del mondo, della lingua

 

Thomas Ruff: “m. d. p. n. 33”

 

entrava nella lingua
tentando di dire il mondo da lì:
gli ripugnava subirlo –
galleggiarvi dentro per improvvisi
inconsapevoli spasmi –
per immeditati gorghi di percezioni.

distanziare il mondo da sé
e dirlo
continuamente riorganizzando
il paesaggio della lingua
la quale non fa presa sul mondo

ma ne sta
contemporaneamente
dentro e fuori.

 

 

Facchetti

 

giacinto_facchetti

 

Se Facchetti ancora s’invola
lungo la fascia del campo
penetrando poi nell’area di rigore
o prima del fischio d’inizio
scambia il gagliardetto della sua squadra
con quello del capitano avversario
ed è stretta di mano, promessa di lealtà –

i ragazzi sciamavano per Piazzale Loreto
felici dell’inizio delle vacanze estive:
certo i maschi avrebbero cercato
rettangoli di sterrato per dare calci
al pallone
fingendo indifferenza verso le ragazze lì vicino –

se il pallone spinto avanti, alti la testa e lo sguardo
a cercare il compagno smarcato,
il difensore in controtempo,
e San Siro a trattenere in gola l’urlo –

erompeva la voce rauca di Sandro Ciotti
fuori dalla radio a transistor
che il ragazzo si portava incollata all’orecchio
mentre traversava Piazza Fontana
deserta la domenica –

se Facchetti che senza timore ma con rispetto
guarda negli occhi Puskas e Di Stefano
tocca con grazia da violinista il pallone
a ruotare vorticoso nell’erba
a ricordare per sempre a chi è lì,
sugli spalti gremiti, che quell’istante
non filmato né fotografato
ha solennità di bellezza –

Milano attraversava inquietudini
la nebbia dei suoi inverni non
celava il cammino irrisolto
né i ringhi ritornanti di camicie nere
(eppure le bandiere per il 25 aprile
dicevano una promessa, uno slancio, un assenso) –

se c’è nuova fuga lungo l’ala sinistra,
il passaggio da orologiaio per Mazzola,
l’elevazione a colpire di testa il pallone
e piazzarlo tra palo e traversa
come se cinetica meccanica e balistica
fossero colorati sassolini da rigirare
fra le dita della mente –

i ragazzi si baciavano sul tram
rubando la tenerezza d’un pomeriggio nel cortile della Statale
al sole musicante sulle ringhiere
ai tesi tracciati e perfetti dei cavi per il pantografo
che vanno da qui alla memoria, dal fondo dello ieri all’oggi –

se il pallone calciato da Facchetti nel rettangolo di San Siro
ha andanze di ricordo,
la mia Italia, quest’Italia di cui scrivo,
ancora m’interroga, pretende ascolto, memoria,
apre furori.

 

È da moltissimi anni, ormai, che non seguo più le vicende del giuoco del calcio, né esse m’interessano. Tornano, tuttavia, cari ricordi da un’infanzia e da una giovinezza nelle quali il calcio è stato anche per me una passione. Devo a due poeti e a due loro testi la nascita di questi versi: il primo è Lutz Seiler e il suo poemetto Die Fussinauten (I Calcionauti), il secondo Claudio Pasi e il suo testo Tempo di guerra (La 17ª giornata del campionato di serie B, 1939-40) citato da Nino Iacovella in Latitudini delle braccia.
Uno dei tanti motivi che mi ha spinto a pubblicare versi dedicati a un uomo onesto e leale (Giacinto Facchetti) è anche la solidarietà e l’affetto che nutro, da insegnante e da padre, nei confronti dei giovani italiani che menti scellerate e disoneste continuano a offendere e umiliare.

 

 

Visioni 4: Donatella D’Angelo

 

los-respiros-del-alma_dangelo_lasheras

 

 

los-respiros-del-alma-donatella-dangelo-lasheras-2013

 

Nulla scorgono a settentrione dello sguardo
gli avari di pensiero.

Ma gli appassionati, gl’innamorati, i visionari
per fame di destino

accostano sofà alle pareti,
sorprendono i gradini delle scale
a mormorare una conta di passi e di congedi,
le lenzuola corrugarsi come fronte
che mediti passi d’addio.

Lascialo andare, dice a sé stessa
la voce affamata di soglie:

esistere è varcare; il nodo di paura
e tristezza obolo necessario al vivere.

 

los-respiros-del-alma_wsf

 

Le immagini sono tratte dall’emozionante libro di Donatella D’Angelo e José Lasheras Memento vivere edito dalle Edizioni del Foglio clandestino. Su Perìgeion il bellissimo intervento di Nino Iacovella. Qui e qui il sito di Donatella D’Angelo e alcuni suoi lavori su tumblr.

 

 

Visioni 3: Ragnar Axelsson

 

ragnar_axelsson

Ragnar Axelsson: dalla serie “Volti del Nord” del 2004.

 

Volti del bianco

Il Nord possiede ruvidezza
di spazi e tenerezza
di creature che vivono
sulle soglie taglienti del bianco

ad amarlo il vento spasmodico
tra mare bianco e scogliera
si  prende i polmoni e dentro di loro
le lande scoscese
della testardaggine d’un vivere
asimmetrico tra

mente e bianco.

 

 

La foto proviene dal sito di Ragnar Axelsson ed è di proprietà dell’autore.

 

 

Visioni 2: Zbigniew Kosc

 

a-clockmaker-of-karyes_1983

Un orologiaio di Karyes (Monte Athos), 1983.

 

 

Monaco orologiaio del Monte Athos

intorno alle culture celate e ignorate
intorno alle culture annientate dalla violenza della storia
intorno al silenzio
intorno al tempo

riparare o fabbricare orologi           lungo le stagioni del Monte Athos         dove la Mezzanotte scocca al tramonto del Sole          e in quel momento nasce il giorno nuovo         scandire la liturgia il passo della preghiera         distanza         una macchina per cucire isolata sul tavolo la scodella per un parco desinare          l’ordine antichissimo della calce alle pareti          l’escavazione del tempo nel volto e le mani – invisibili –          che muovono ingranaggi e lancette          mentre il capo impercettibilmente danza          al mormorio della preghiera

 

Sewing machine, Monastery Zografu, Athos 1987

Stanza vuota con una macchina per cucire, Monastero Zographou, 1987.

 

una riflessione che nasce dalle nostre conversazioni, caro Yves, un modo per ritrovare quel filo spezzato tra Occidente, Oriente e Africa

 

Silence, Monastery Zigrafu, Athos 1986

Silenzio, Monastero Zographou, 1986.

 

Tutte le foto provengono dal sito di Zbigniew Kosc e sono di proprietà dell’autore.