Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Tag: Atene

Notturno ad Atene (tema: “sassi”)

 

athensville

Questa foto proviene dal bellissimo blog “Athensville”, tutto dedicato alla città di Atene.

 

La mia luna è, stasera, questo sasso
raccolto ad Atene sasso
tempio     τέμενος      l’orizzonte d’un sasso

salire al bianco scorticato
di scoperchiati templi e candenti petraie

e sperperare ogni ansia di vita
regalare sé stessi al giusto
scempio che può farne il mondo

finalmente rotto il cerchio
del vendere e del comperare

solo avere ansia di vita
e gettarla nella libertà
dei giuochi di
fronde tetti balconi scalei.

 

 

Mai verrà a mancare da Via Lepsius un pensiero affettuoso e solidale alla Grecia e ai fratelli Greci.

 

 

Sette interni

 

Arles_Amphitheatre

L’Anfiteatro di Arles nel XVIII secolo.

 

1.

Un interno olandese
di luce zenitale
ma filtrata traverso
finestre rabdomantiche
(fanno intuire il porto,
il vociare al mercato,
fiammea l’ora sospesa
sopra Delft invisibile).
Un interno di cose
segnali d’esistenza
modulato silenzio
sulle mappe del tempo.

2.

Interno provenzale
quella sedia impagliata
quieta all’angolo, gialla.

“Puoi posarvi gli abiti
logorati d’attesa”

dice la voce o i libri
che compulsi, vorrei aggiungere.
E con una matita
sottolinearvi magistrali versi.

“T’arrischierai di nuovo
a scrivere, ancora, dopo i maestri?”

soffia la voce.

3.

Interno giapponese
(sumi e) :
il pennello l’inchiostro
la danza della mano
la mano che qui danza
l’inchiostro sulla neve
del foglio
e il pennello infine
a prendere congedo.

Segue contemplazione.

4.

Interno salentino
con tovaglia di Fiandra
e immedicabile atra
assenza nelle stanze
dov’è vano cercare.
Finestra su terrazzi
e comignoli bianchi
di calce e biancheria
stesa a asciugare; vento.
I suoi occhi trasparenti.

5.

Un interno ateniese
con lampada da tavolo
(nella mezz’ombra il volto
della sera e silenzio,
sacri anfratti scrittori)
inquadra la finestra
i capitelli della
Biblioteca d’ Adriano:
sedimenta il caffé
al gocciare del tempo
alla carezza della
mano sopra la pagina
al danzare del sogno
nell’inchiostro.

6.

Palestinese interno:
cadavere bambino
nella camicia-uovo
e sopra il legno brullo
dell’ostensione
(lo piangono le Madri
raccolte attorno al tavolo
dove mangiano il lutto).

7.

Siracusano interno
è piazza a forma d’occhio
(esterno come ventre
della mediterranea
madre nella lucìa
di pietra e quaglia in volo).

Siracusano interno
è disco biancheggiante
di pietra ove, seduti,
Antigone nell’eco
dall’eco disperata
della Legge s’intride
mani di polvere aspra
d’aspro suolo, gli uccisi.

 

 

Seconda canzone per Atene (e per la Grecia)

Questa canzone è dedicata alla generosità di tutti i sognatori e gli idealisti;

questa canzone è dedicata a Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, vilmente insultate e generosissime sognatrici.

 

P1020670

Il monastero di Osios Loukàs in Beozia.

 

Le iconostasi delle tue chiese,
Atene della mia nostalgia,
s’accendono di rosso
e il greco sta sulle labbra
dei santi e delle sante
aroma nella casa del rimanere.
 
Ma tu sei anche casa dell’andare,
Atene della mia nostalgia,
abiti una lingua tutta
finestre e balconi
sedie in strada
e candele di sale
impregnate di mare
 
dentro di esse scendono e risalgono
lune dagli occhi bizantini
e dalle mani di corda
a stringere le disperazioni della storia,
 
Atene della mia nostalgia,
Atene vivente di ragazzi e di ragazze
fiori di nuova primavera nelle strade.
 
E siete Salonicco della mia nostalgia
e Patrasso della mia nostalgia
e Corinto della mia nostalgia
…………………………………………

 

 

Perìgeion (per vicinanza alla terra)

 

FASSIANOS_Alexandre_Eole_Serigraphie_sur_papier_2003

Una serigrafia di Alekos Fassianòs: “Eolo” (2003)

 

 
per Evangelia Polymou, con affetto ed amicizia

 
La quarta dimensione, quella della poesia
Atene raccolta tra rabbia e canto

metropolitana: scendi a Thisìon
ci siete tutti vi respiro: ci siete tutti

è dunque davvero un’aritmia del pensiero
e un ritmo del dire

la notte a Thisìon i volti di Fassianòs
i capelli sciolti di Antigone
le furie scatenate dai finanzieri d’Europa

 

anno kavafiano

Una delle immagini che, nella metropolitana di Atene, celebravano il 2013 quale “anno kavafiano”

 

e questa quarta dimensione di luminose
ombre fecondanti
eclissi innumeri
altalene i pensieri
ai tavoli di una taverna a Thisìon

metropolitana: scendi a Thisìon

ti aspettano tutti al suono
di una lampada nel cui cono di luce
scrivere

 

image-work-fassianos_olympic_suite-1992

Alekos Fassianòs: “Olympic suite”, 1992

 

 

 

 

Canzone per Atene

 

 

Alexandros_Vasmoulakis_1

Alexandros Vasmoulakis

 

È canzone a spaccacuore

da stendere vernice sui muri

è canzone che strascina per strada

nel carrello del supermercato le sue poche cose

poi srotola materassi sul marciapiede per la notte

ragazzi portano la rivolta nelle mani

dipingono i muri di Atene

canzone per la voce scura di Maria Farantouri

e per la voce dei bambini in strada

a mendicare centesimi di cuore

da turisti che non sanno vedere

canzone a capofitto nella rabbia dei disoccupati

canzone da friggere in padelle enormi

e il quartiere siede alla tavola grande di tutti

e canzone che fischia da Exàrcheia al Pireo

da adesso a ritroso contro colonnelli e fascisti

una canzone a perdicuore

una canzone per vecchi fonografi e nuovi juke box

e per il geniale dolcissimo disordine di

terrazze e balconi e verande

colmi delle cose della gente

una bruna canzone a batticuore

a squarciacuore

a torcicuore.