Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

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Per Gerardo Marotta

 

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Candida Höfer: Biblioteca dei Girolamini, Napoli, 2009

 

 

La morte di Gerardo Marotta ha suscitato qualche reazione sui maggiori organi d’informazione; ma voglio qui ricordare quanti ostacoli ha trovato l’opera generosa e illuminata del filosofo napoletano, quanta indifferenza il bisogno che aveva di spazi adeguati l’Istituto Italiano per gli Studi filosofici. Da Via Lepsius dedico ora a Gerardo Marotta pochi versi che siano testimonianza di gratitudine, ma anche di lucida ira rivolta contro chi, nel Sud d’Italia (ma non solo), continua un’opera d’impoverimento intellettuale ed etico dalle conseguenze devastanti; vivo in un Paese il cui grado generale d’istruzione continua ad abbassarsi, esponendo tutta la comunità a una deriva fascista e autoritaria che non intendo accettare – senza dimenticare che vaste zone di quello stesso Paese sono sotto il controllo incontrastato delle organizzazioni criminali.

 

 

IL NOLANO

Precipita, o notte, nella gola
stellata dell’orologio
e scava, se sai, nella voce scalena
della terra: proteggi
la fuga (l’ennesima)
del frate poeta e filosofo:
lo tradisce l’accento nolano
e non più – né in terre
luterane né papiste – non più
egli trova franca, gioiosa libertà.
Scegli allora, o notte, le solitudini
atroci dei sottoponti
e la cadenza matematica di disertati portici
ma non cessare, o notte, d’avvolgerlo
col desiderio del gelsomino
quando ubriaca il Luglio
e del foglio docile all’inchiostro,
al pensiero incline.

 

 

Visioni 1: Candida Höfer

 

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Candida Höfer: Biblioteca dei Girolamini, Napoli I, 2009

 

 

I libri di Napoli

Una luce come questa, ma secoli addietro          un’idea della civiltà che varchi i limiti del presente           e il filosofo che veniva a studiare in biblioteca aveva lo sguardo colmo di tempo, fiumi in riva ai quali sorgevano le città dell’uomo o mari che portavano navi e ancora libri           una scienza nuova di cui abbiamo disperato bisogno           se fotografa biblioteche è per amore dell’uomo che quelle biblioteche seppe costruire ivi raccogliendovi i libri           equilibrio di sguardo e commozione          e il filosofo guardava la notte varcare la distanza         (lo scempio dei libri quando accade è anche scempio di persone)          fotografa biblioteche (Bibliotheken photographiert sie so menschlich ihr Blick)         un volume delle poesie di Leopardi e di Heine sarà certo tra le centinaia di volumi         preziose poesie se la pagina è un po’ macchiata, l’angolo in alto un po’ spiegazzato, un biglietto del bus è rimasto nel volume a segnare un passaggio particolarmente bello         fotografa biblioteche, fotografa luce         sa che non basta il pane          sa che un libro ha medesima natura dell’acqua: si muore di sete senza         e una luna piena, un sole estivo sbalordenti abitano lo spazio della biblioteca         perché ‘a luna rossa, perché il Nolano mentre scrive i poemi latini, perché l’acqua dissetante della poesia non devono smettere d’esistere         un’idea d’umanesimo come costruita del legno scuro e nobile di scaffali alti fino al soffitto, ospitali di libri

 

dedico questa “visione” alle Biblioteche di Napoli, molte (e anche delle più antiche e preziose) abbandonate ai ladri, alle muffe, all’incuria più riprovevole – il “filosofo” è ovviamente Giambattista Vico e la Biblioteca da lui frequentata è quella dei Girolamini

 

candida_hofer_biblioteca-dei-girolamini-napoli-ii_2009

Candida Höfer: Biblioteca dei Girolamini, Napoli II, 2009

 

Le foto provengono dal sito klatmagazine dov’è possibile leggere un’illuminante conversazione con l’artista tedesca.