Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Tag: comunità ebraica

Leggende (5)

 

 

oria_medievale

 

Si sentiva ricolma d’amore per il cielo stellante e per le petraie al margine del mare. Scompariva. La ritrovavano a correre per il giardino senza tregua, i capelli sconvolti appiccicati di sudore.

S’arrampicava sull’olivo secolare di fronte alla Cappella della Vergine dei Pescatori rimanendovi immobile per ore, forse stordita dalla Canicola, o forse rapita dal suo essere

ANCHE un volatile,
poi ANCHE pietra,
poi ANCHE frutto della pianta.

Aspettava la notte e giungeva la Notte.

Animale fatto per il volo, o forse remota figlia del geco scalatore, si arrampicava fino alla campana e tirava, la suonava a distesa dalle viscere della Notte, pazza d’amore per l’aria satura d’Estate e del sonno dei bambini.

Scompariva. La ritrovavano a correre frenetica in cerchio nell’orto delle fave, avvicinandosi le vedevano la tunica bianca coperta di scrittura che AGIO FACTO LE CENTO MILIA PER L’HORTO DE LE STIDDE CULTIVATO DE LE MERAVEGIA.

 

 

Leggende (4)

 

carta-geografica-del-salento-xvii-secolo

 

Delle ronde all’intorno di Rabbi Yehoshua
che riportava a casa
piume e rottami abbandonàti.

Per molti inverni ricoperse le pareti
della sua casa
con le piume raccolte,
ne fece una casa-uccello,
una casa-Simurgh che

guardava a Oriente.

La casa di pietra era il mondo malleabile
segnato di violenze e abbandoni,
ma civile di riflessioni e di segni:

le piume erano avanzi di voli stroncati
o di perigliose traversate
o di naturali mutazioni;

la casa delle piume un volo verso
i luoghi di fronte: l’Albania, i Balcani, l’Asia.

 

 

Leggende (3)

 

oria

 

(Messaggio per Yves Bergeret, il quale sa bene che la scrittura fa volare)

 

Di Rabbi Yehuda inventore
degl’inchiostri che fanno volare:
distesi sul terrazzo della casa
i fogli di pergamena,
li cucì l’uno di séguito all’altro;

inginocchiato per terra scrisse
nella ferocia dell’ore canicolari
con gl’inchiostri magici
la storia del viaggio della Regina di Saba
verso Gerusalemme.

Nudo come Adamo nell’Origine
vergò il racconto.

Il suo corpo s’ebbe
il colore delle muraglie
di miele. S’avvolse infine
nella lunga fascia vergata.
Si lanciò giù dal vertice della casa.

Volò.

 

 

Leggende (2)

 

oria

 

 

Di Rabbi Elia che conversava
con gli angeli.
Accadeva sempre a mezzogiorno,
le cicale frinivano ossesse ossessive.

Gli angeli venivano a bere vino resinato
e a mangiare i maccheroncini conditi
con crema di olive nere
nella vigna di Rabbi Elia.

C’era l’angelo sciancato delle cupole e dei balconi
che rideva mostrando i due incisivi rotti.
Veniva l’angelo delle capre,
il sesso sempre eccitato dal mondo
denso di odori e di forme
che si vede volando dispersi nelle particelle di luce.

Strisciava fuori dai pozzi
l’angela della siccità, colei che
porge la parola.

 

 

Leggende (1)

 

 

OriaPiazzetta

Oria, dove a partire dall’VIII secolo fiorì una comunità ebraica che seppe esprimere personalità eccelse per cultura e spirito d’accoglienza.

 

 

Di Rabbi Shelomoh che passò la lunga sua vecchiaia
coi piedi sepolti nella terra
siccitosa
d’un antichissimo oliveto.

Radici scaturirono dai suoi piedi.
Raggiunsero la sepolta vena d’acqua,
s’intrecciarono a radici d’altri olivi,
a pietre sepolte che pronunciavano la lettera aleph
e forse possedevano i segreti dell’Inizio.

Uccelli felici si posavano nella barba
e nelle chiome di Rabbi Shelomoh,
piogge di molti inverni incrostarono
di calcari in fantastiche forme
il viso dell’uomopianta.

Sua moglie, che scendeva ogni giorno
fino all’oliveto per nutrirlo con miele
e per recargli notizie dalla comunità,
gli leggeva le pubblicazioni più recenti
della filosofia,
della medicina,
dell’astronomia.

Gli uccelli gli suggevano il miele dalle labbra,
i bambini venivano a giocargli intorno,
ne ascoltavano le fiabe che felice narrava.