Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Tag: democrazia

Makhmour

Makhmour

 

Ogni parola è superflua e retorica, ma Via Lepsius vorrebbe essere, anche, una di quelle stradine affollate di ragazzi che vanno a scuola nel campo curdo di Makhmour… 

Foto di Mirca Garuti: https://nena-news.it/iraq-makhmour-il-campo-resistente/

Milano antifascista e antirazzista

 

 

Milano indica la strada. Antifascismo sempre.

 

 

Emma Bonino in Senato

 

 

Ho la forte tentazione di non votare.

Voi non avete idea di quanto sia grave ciò che sto per fare… Passate come rulli compressori su quelle istituzioni che un giorno serviranno anche a voi e che si fondano su un equilibrio tra i vari ruoli.

Che il Parlamento sia ridotto quasi a una farsa non è un trofeo di cui andare orgogliosi, ma una ferita grave a tutti, alla democrazia e al Paese.

 

 

Braccianti di Puglia

 

 

 

… in questi giorni guardo la mia scrittura e guardo le persone che mai l’incontreranno: non ha tempo né voglia la bracciante schiavizzata nei campi di Puglia di leggere le mie elucubrazioni architettate in testi di sapiente rettorica. E la mia scrittura, continuando a dispiegarsi anche qui, anche adesso rigo dopo rigo, accade proprio mentre braccianti schiavizzate vengono umiliate nei campi della dolce Puglia dove il bel mare attende migliaia di turisti innamorati delle orecchiette e degli spaghetti con pomodoro e cozze. E mi vergogno di questa scrittura così inutile e tanto vanesia, io nipote di contadini che conobbero il fascismo e la guerra e la grande speranza degli anni seguenti: e che la Puglia sarebbe diventata altro, non questa terra d’accampamenti di schiavi, non queste cisterne colme di veleni, non lo stesso binario, sempre lo stesso dell’emigrazione – e guardandoti, o mia scrittura, voglio che tu, almeno, non contrabbandi per vere le tantissime menzognere cartoline dalla Puglia , e pretendo che tu, vergognandoti di te stessa, cerchi uno sguardo consapevole e diretto – anche se mai ti leggeranno la bracciante sfruttata, il migrante impaurito, il negoziante taglieggiato …

 

 

In un’aula di Liceo

 

P._Oxy._8

 

in dialogo con Ilaria Seclì, in questo nostro tempo infame. Contro questo nostro tempo infame.

Le ragioni dell’acqua

Riflessioni di un insegnante mentre si accinge a cominciare la sua lezione:

Si fidano di te. Ti ascoltano. Come potresti tradirli? Come non guardarli ad uno ad uno negli occhi? E lo sai bene: là fuori li aspetta il tritacarne sociale. Molti di loro emigreranno. Si danneranno l’anima per una laurea ed emigreranno. Intanto seguono lezioni di lingua morta. Lingua morta? Sanno appassionarsi ai valori del congiuntivo latino e discutono con animazione sulla resa di un ottativo greco. Lingua morta? Alcmane li commuove ancora e Lucrezio gli spalanca gli occhi sul mondo. Inutili conoscenze, vanno dicendo in giro. Ma tu guardali, guardali bene negli occhi: in questo momento non sono né merce né clienti. E forse sapranno fare quello che né tu né la tua generazione sapeste fare: àuguri loro coraggio e felicità, consapevolezza e rivolta. Loro àuguri la felicità degli atti gratuiti e degli entusiasmi.

La felicità che da anni (da secoli?) vanno togliendo alle persone, persuase a rinunciare ai diritti, gettate in quest’immane tritacarne sociale, vendute, macellate: come polli allevati in batteria.