Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Tag: il circo di Macondo

Il circo e le nuvole (6)

 

gasometro_bovisa

 

Che cos’è il gasometro se non l’esoscheletro
di un’aria che, segnata con tralicci di geometri,
si gradua nell’arco del giorno a contenere
spazi?

I luoghi sussurrano storie e volti di chi
li costruì, li portò a esistere, li abitò.

Il giocoliere catalano guarda il gasometro
ne considera le metalliche cadenze:
lancia una biglia verso il cielo
a studiarne traiettorie e rotazioni
la riprende, salda, nel pugno.

Continuerà fino a ridosso dello spettacolo
serale.

 

 

Il circo e le nuvole (5)

 

citroen-hy-van-1947-83

 

M’avvincono gli sterrati dove
fanno naufragio automobili
in demolizione
o si fermano circhi fuori moda e fuori stagione.

La vita degli operai del circo
(che sono anche meccanici ed elettricisti)
ci rimane ignota e nascosta.

È enigma il perché qualcuno
sempre ripari l’asmatico Tube Citroën del ’53
che ha un nome di donna
e percorse le strade della Baixa con la réclame
del Circo delle Nuvole sulle fiancate.

Miles, trombettista croato, passeggiava curioso
tra botteghe di calzolai e pasticcerie
venendosene la sera a guardare i clown e i giocolieri
e i trapezisti sotto il grande tendone, montagna sacra.

E se guardo i vagoni fermi per anni
fuori delle stazioni
penso alla solitudine dei circhi dopo lo spettacolo
alla tromba di Miles che ancora ci salva
e a una vecchia Citroën dove abitano

le nuvole dell’immaginazione.

 

* * * * * * * * * *

 

(Miles professore croato è l’attacco del primo verso di Musica di Cristina Annino, in quel capolavoro che è Madrid;
nell’estate del 1953 Nicolas De Staël intraprende un viaggio fino in Sicilia a bordo di un “Tube Citroën H”).

 

Il circo e le nuvole (4)

 

vilnius

Vilnius.

 

La vita degli operai del circo
tra una città e l’altra
gli attrezzi nelle cassette di metallo
e lo scheletro di ferro e corde per
il grande tendone come una montagna sacra.
La loro vita tra una città
e la successiva
ha il ritmo dell’andare
ed essi, sempre andando, stringono
nella mente amori fedeli e tenaci
parlano dialetti del Sud.
Finito di montare guardano il vertice
dei tralicci di ferro che
come scale folli entrano dentro le nuvole
e fanno passeggiare il sole.

 

 

Il circo e le nuvole (3)

 

lisbona

Lisbona

 

 

Il gabbiotto della biglietteria raccoglie
foto e ritagli: il tempo si contrae qui
dentro
e Madame Nostalgie stacca biglietti
d’andata e ritorno.

L’ultima radio a transistor trasmette ancora
io che amo solo te
e Madame Nostalgie racconta volentieri
di quando Sergio Endrigo portò
la sua ragazza al Circo delle nuvole:

sorridono entrambi dalla foto autografata
e il nano portoghese che suona il violino
in un angolo dell’immagine
ha uno sbuffo di nuvola nel taschino.

 

 

Il circo e le nuvole (2)

 

certovka-vltava-ramo-del-diavolo

Francesco Jappelli (da “Un’altra Praga”, 2010): il ramo della Vltava chiamato “Čertovka” (cioè “del diavolo”).

 

 

Il cielo del clown lunghescarpe e facciadiluna
ha per sempre una cadenza praghese
e un affanno lieve, come quando un poco si sale
dentro Malá Strana.

Mi guarda e gli piace leggermi in fronte
che lo penso pronipote di Vladimír Holan.

Sua nonna guardava la Luna
col cannocchiale
dall’isola di Kampa
e il ramo del diavolo scintillava:

per questo il clown cappellacilindro e redingotediglicine
si spalanca l’insonnia e lungo di essa
scivola come
un evaso per lenzuola annodate.