Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

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Mentre eradicano gli olivi

 

lecce-centro-storico-scorcio

 

Licantropi di fortuna
sotto caudate stelle e saline.

Tafuri, l’alchimista, li sente
nella campagna ansimare
di pozzi terrosi e menta.

S’aggira il filosofo nella città
oscurata, lo annusano
lontani alla campagna lo chiamano.

Anche lui della razza degli amici
di fortuna porta il sapore della terra
in bocca, il suo palato è terra,
radici le sue mani. Fratello

di fortuna
pelame penne e pinne
si sente vivere suoi
terrosi sensi di licantropo
e pesce e calce e corteccia d’olivo.

 

 

La Guglia di Soleto

 

ad Anna Fracasso, piccola Salentina di Lombardia, per il suo compleanno

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Lo stemma di famiglia sul portale d’ingresso alla casa di Matteo Tafuri a Soleto.

 

Matteo Tafuri, filosofo naturalista e forse mago, dice:

Diavoli, avanti a sudare in questa notte
ai miei comandi!     obbedite
e ricamate il fuoco in pietra
con la parola vi comando
intagliate il fulmine in fine
broccato
guizzate e balzando sbalzate
il rame della mezzanotte
in ghirlande di pietra.

Presto!     prima che l’alba sia.

 

Soleto_500

 

1. LECCE: CONVENTO DEGLI OLIVETANI: CHIOSTRO

Nella rosa dei venti una lancetta
(d’orologio e di bussola)
avviandosi a rotare
orienta la mente verso l’aperto
e oltre la soglia
perché un chiostro
è melagrana che si dischiude è
stagione dell’andanza
è muri fessurati di mondi è.

2. FUORI CITTÀ: UNA MASSERIA: ANNI ADDIETRO

È danza di possessione è
occhi girati in dentro è
corpo avvitato alla vertigine è
vortice di vita ebbra è
Piedi nudi a battere sulle pietre
ritmo di cuore e respiro
lo ξένος giunge d’oltremare
la nave porta i suoni
È dolore è prigionia è
braccia e corpo a fare un’anfora è
notte nel giorno è
la danza dei senzanome è
la buccia dell’anima è

 

3. CHIAMARE

Il proprio stesso nome resta enigma.
Sciogliere l’enigma del proprio nome.
È sentirsi chiamare
è voltarsi cercandosi addosso
coraggio nel perimetro chiuso
che per strati di pietra e acqua scende, scende
speranza mentre s’apre ancora andanza
e attesa e timore e ansia.
Lunga e nodosa notte.

 

4. APRIRE

Hortus conclusus è il libro il quaderno
la mente.
Aprirsi / aprirli: non chiuderli: non
precluderli: non farlo:
la mente il quaderno il libro e finestra
salentino interno
con muri fessurati d’aspettanza
stellati anfratti lampi di sapienza.

5. COPERTINO: CASTELLO: VIGNA PENSILE

Coltura e cultura posseggono medesima radice: medesimo senso. La vite. Il vino. Oggi, come già era in passato, hanno piantumato filari di vigna sui bastioni del Castello: bianca e raccolta Copertino i tetti le terrazze vertici di luce e di ciclici moti. La scrittura. Le stagioni. Vendemmiare viene dopo la lunga cura dei giorni, per pazienza e attesa. Linearità dei filari. Concavità delle zolle. Direzioni in Terra d’Otranto.

 

 

 

 

Taccuino di Terra d’Otranto 4

Teatro-romano-Lecce

APOLOGO DELL’ARACNIDE SAPIENTE: Leggi il seguito di questo post »