Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Tag: Medea

P. P. P.

giotto

 

 

Quell’inseguire il pallone sulla polvere
dello sterrato assieme ad adolescenti di borgata
tra infanzia e maturità

quel disegnarsi della polvere in forma
di magamedea oscura
barbara incantatrice
sulla soglia dell’Occidente

quell’incanto di rosse sabbie ad inseguire
l’Oriente del sogno del canto
e dell’alterità

quel ritornare all’Italia sabbioso smottare
tra passato e presente
tra campagna e città
tra Salò e la libertà

quel ricordo lancinante amore
di rossi fazzoletti al collo dei partigiani
e la poesia velata lampada nei bivacchi
lungo nuova incerta sfuggente insidiosa linea gotica

in ultimo il suo corpo
dove sanguina la polvere e il petrolio
ferita aperta nella lingua e nei libri
periferia di sterrati e poi-

 

Sonetti dei destini 9

 

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Contro la volgarità, contro la stupidità: per Maria Callas

 

La volgarità, l’umido gocciare.
Sublime Δεσποινή, maravigliante.
Nausicaa Atena Saffo poi Calipso
Βασίλισσαι di voce in Voi stellare.

Tutte in Voi respiravano lo stare
dentro il corpo del cosmo ch’è cantare
la bellezza se spezza il meditare
dei cristalli in frantumi argenteee sciare

come di casta diva a inabissarsi
negli occhi di Medea l’infelice
amori inseguendo senza catarsi.

Costringeste la Scala a inginocchiarsi
soggiogata a Voi innanzi, essa felice,
della volgarità Voi spregiatrice.

 

 

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