Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Tag: scritture di ricerca

Die Leere Mitte 13

dlm_13

Un caloroso grazie per l’ospitalità a Federico Federici e a tutta la Redazione della rivista:

die leere Mitte Issue 13

Ad limina scripturae: su “Misura del sonno” di Federico Federici

federici_tiresia

Mi provo a riflettere sul libro di Federico Federici Misura del sonno (e altre ricerche verbovisive) / Maß des Schlafes (und andere verbovisuelle Forschungen) pubblicato da Anterem Edizioni / Cierre Grafica nel 2021, in termini di realismo, ma emendato tale termine, ovviamente, da ogni pregiudizio o definizione o collocazione storico-letteraria tradizionale o aprioristica; la res è da pensare, in questo caso, secondo le acquisizioni più recenti della fisica quantistica, delle teorie che muovono dal concetto di campo, di frattale, di onda e secondo gli avanzamenti di carattere teorico ed estetico delle scritture di ricerca, delle scritture asemiche, del visual poetry e del language poetry, nonché a partire dalle filosofie dell’interrelazione tra individuo e ambiente, tra linguaggio e psiche, tra percezione e conoscenza.  Leggi il seguito di questo post »

La politica inizia nell’intimità: su “Essere con” di Forrest Gander

medusa-head _gander

 

Be with / Essere con (Benway series 14, Tielleci Editrice, Colorno 2020, traduzione di Alessandro De Francesco) di Forrest Gander è un libro d’amore nel quale la scrittura in poesia si fa capace di dire in modo inedito il dolore e il lutto, il ricordo e la passione.

Be with giunge dopo altri eccellenti libri in poesia, romanzi e saggi: Forrest Gander dimostra sempre di possedere uno sguardo sul mondo e sulle cose della scrittura ampio e, nello stesso tempo, profondo, costantemente innamorato del mondo e qui mi preme sottolineare che questa parola (mondo / world / κόσμος) significa, nei libri di Forrest Gander, ogni singola creatura, non importa se grande o piccola, se macroscopica o microscopica e addirittura invisibile, ogni singolo luogo del pianeta, ogni singolo essere umano – per questo ho voluto richiamare anche il termine greco nel suo significato di “tutto ordinato”, ché la scrittura ganderiana accoglie in sé ed esprime quest’incessante richiamarsi delle parti, questo corrispondersi dei fenomeni, delle esistenze, dei mutamenti: non è affatto un caso che una sorta di aforisma (the political begins in intimacy / La politica inizia nell’intimità – e il sottotitolo del libro in poesia più recente di Gander, Twice alive – New Directions, New York 2021 – suona An ecology of intimacies…) faccia da preludio all’intero libro stabilendo l’indissolubile legame tra ciò che è, appunto, intimo e ciò che appartiene alla sfera della polis, cioè di tutti.  Leggi il seguito di questo post »

Continuità e cesura

 

il colore del melograno_paradzanov

 

     Che il numero 100 di Anterem (Da un’altra lingua) sia anche l’ultimo della rivista pubblicata ininterrottamente dal 1976 rappresenta, all’interno dell’attività intensa delle Edizioni Anterem, una cesura (per certi versi sicuramente dolorosa), ma anche un momento di passaggio e, quindi, di continuità perché l’intero patrimonio di documenti, incontri, riflessioni, iniziative che avevano nella rivista il loro perno non si disperde, ma assume la forma di nuove pubblicazioni che, se possibile, rafforzano e ancor meglio inverano quella che non è mai stata un’etichetta di facciata, ma l’essenza stessa della Rivista e della sua Redazione: poesia e scritture di ricerca come recita parte del ben noto sottotitolo della rivista stessa.

     Il ponderoso volume (363 curatissime pagine) reca come di consueto in copertina il tema dell’intero numero (Da un’altra lingua) e una citazione da Derrida: Sì, non ho che una lingua, / e non è la mia – all’interno sono raccolti (con testo a fronte) i componimenti dei poeti non italofoni pubblicati nel corso del tempo, così che il volume si configura ricolmo di versioni italiane da altre lingue, ma in maniera suggestiva e, si direbbe in francese, juste – aggettivo che rende conto di una postura intellettuale ed etica non solo corretta, ma anche rigorosa e appropriataAnterem numero 100 parla la lingua sovranazionale della poesia e anche la lingua che la condanna biblica vorrebbe babelica (cioè confusa, incomprensibile e tracotante), ma che, nell’apparente paradosso di ciò che è umano e nomade, è invece la meravigliosa babele linguistica della città dell’uomo, quella lingua marezzatissima che non è la mia (la mia o quella che credo tale è solo un piccolissimo frammento della totalità) e che, proprio perché non mia, meglio mi dice e mi accoglie, perfettamente mi abita specialmente quando non le appartengo per nascita o successivo apprendimento, ma che irresistibile mi richiama ed è l’oceano della mia mancanza che, però, sento colmo di brusii e talvolta anche vedo tracciato di segni diversi da quelli che sento prossimi.

     In tal senso mi sembra che anche il mito delle mortifere Sirene possa qui rovesciarsi nel positivo vitale di voci ancora sconosciute che mi chiamano verso l’oltre, che mi sussurrano i loro suoni e che, traverso la sapienza amorosa dei singoli traduttori, mi raggiungono per invitarmi verso nuovi orizzonti, come annegandomi in un di più di vita, di poesia.

Liturgia d’acqua e di poesia

piazza_magione

Appaiono innumerevoli i modi e le direzioni in cui può appalesarsi la scrittura: e questo comprova che la ricerca letteraria è in piena evoluzione promettendo entusiasmanti approdi.

È entusiasmante il libro di Daìta Martinez Liturgia dell’acqua (Anterem Edizioni / Cierre Grafica, Verona 2021 – Prefazione di Maria Grazia Calandrone) perché avvince e convince con la sua struttura inedita da salterio medioevale che, apparentemente (ribadisco: apparentemente) eliminando quasi del tutto la tradizionale versificazione, si articola in blocchi di testo rigorosamente giustificati e disposti sulla pagina secondo una spazialità variabile – cerco di spiegarmi meglio facendo riferimento al primo testo dell’intero libro a pagina 11:

Leggi il seguito di questo post »